TERREMOTI: ESISTONO FENOMENI CHE LI ANNUNCIANO?

“Fenomeni prima e dopo-sisma,che c’è di vero?” – Testimonianze, scetticismo e sismologia

L’Aquila – Riceviamo da Cristiano Fidani – c.fidani@virgilio.it questo interessante articolo, che pubblichiamo stimandone serietà e l’impegno, pur senza pronunciarci sull’attendibilità degli argomenti trattati. E’ certo tuttavia che in tutto il mondo si parla, si scrive e si studia su temi analoghi. Ecco l’articolo del ricercatore dell’Università di Perugia:

“Sono un ricercatore della fisica del terremoto e per sei mesi ho attraversato le tendopoli intorno a l’Aquila ascoltando le testimonianze sui fenomeni osservati prima, durante e dopo il terremoto. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutta la popolazione abruzzese della collaborazione a questa impresa, che sarà utile a far conoscere maggiormente le manifestazioni naturali che sempre avvengono in queste occasioni.
ROSSI E BAGLIORI NEL CIELO – “Essa ha permesso di raccogliere dettagli su più di un migliaio di fenomeni non usuali, di cui più di 200 si riferiscono ai soli fenomeni luminosi e altrettanti ad eccessi atmosferici e al comportamento strano degli animali.

La raccolta delle testimonianze sarà ora sottoposta ad un’approfondita analisi per valutare l’attendibilità degli avvistamenti e la loro valenza scientifica. Per ora si può solosottolineare che forti terremoti, con magnitudo superiori a 6, sono stati ripetutamente preceduti dalla manifestazione di fenomeni come quelli visti a l’Aquila. Ad esempio, un rossore diffuso del cielo e nuvole arrossate sono state osservate prima della scossa, lontano dall’ora dell’alba o del tramonto. Inoltre, bagliori provenienti dal basso e in assenza di nuvole sono stati avvistati la sera prima.
EMISSIONI ACUSTICHE E GAS – Anche emissioni acustiche e deformazioni del terreno sono iniziate molti mesi prima del 6 aprile, una fuoriuscita di gas è stata osservata qualche giorno prima. Molti comportamenti strani degli animali: dal lamento dei cani sentito alcune ora prima della scossa e riascoltato in occasione degli eventi successivi, alla scomparsa dei gatti domestici o al loro strano agitarsi. Gli uccelli hanno cantato la notte del terremoto ed erano scomparsi da alcune zone prossime all’epicentro. Molti lombrichi sono stati osservati fuoriuscire dal terreno fin da una settimana prima della scossa, anche ad una certa distanza dall’epicentro.
nuvole ufoPer approfondire vedi http://www.itacomm.net/PH/CIPH/EQL.html

RACCONTI STORICI – Sebbene non comuni e spesso chiamati “anomalie”, i fenomeni sopra citati non rappresentano delle “anomalie” durante i terremoti,sono invece accadimenti molto comuni in queste circostanze. Basti andare a leggere i resoconti storici dei numerosi terremoti che hanno colpito le regioni italiane nel passato, per ritrovare testimonianze molto simili a quelle raccolte a l’Aquila. Ma come mai di questi fenomeni non si parla né a scuola né altrove? Tali studi ebbero molti sostenitori proprio in Italia fra il XVIII e il XIX secolo. La fine della loro considerazione risale alle prime decadi del secolo scorso quando, negli anni successivi al terremoto di Messina, alcuni scienziati italiani tentarono le prime previsioni attraverso vari tipi di strumenti, alcuni dei quali ideati già dalla fine del XIX secolo in Italia e ispirati da tali osservazioni.

PREVISIONI? – Allora si contrapposero da una parte la nascente scienza della sismologia, sostenuta da un solido apparato teorico e strumentale ma incapace di tentare le previsioni, dall’altra l’esperienza degli inventori italiani, sostenuta da leggi e strumenti ancora in fase di verifica, ma capace di spunti per la previsione.

Le tragiche conseguenze delle catastrofi telluriche di quegli anni suscitarono nella coscienza di alcuni la necessità di ulteriori
sforzi nella previsione e misero in risalto una possibile utilità degli studi sismici per salvare la popolazione: costruire in
maniera diversa gli edifici.

NON PREVEDIBILE? – Tuttavia, la società del tempo non recepì i consigli che la scienza sismica propose, etichettando ingiustamente la simologia come inutile nella difesa dai terremoti e accentuando il contrasto con chi tentava la previsione. Da questo contrasto nacque la nacessità di separare la scienza sismica dalla previsione e, poiché gli altri approcci erano ancora agli albori, il terremoto diventò non prevedibile per definizione mentre tutte le altre osservazioni furono etichettate come non scientifiche e non degne di menzione.

Oggi, tutti questi fenomeni offrono allo scienziato nuovi spunti per comprendere il processo che chiamiamo terremoto, di cui sono state svelate solo le leggi riguardanti l’oscillazione repentina del terreno ma non le cause. Dovrebbero tuttavia essere considerate con cautela e, soprattutto, comunicate agli esperti del settore, i quali provvederebbero ad accertarne al più presto l’origine”.
(Nelle foto: Cielo rosso all’alba o al tramonto)

FONTE INABRUZZO.COM 14 OTTOBRE 2009