ALLARME TERREMOTO:KIT DI SOPRAVVIVENZA E ISTRUZIONI PER LA POPOLAZIONE

 "Siete pronti a fuggire?"Il kit di sopravvivenza dell'Ufficio Emergenze del Comune di New York.Cosa fare prima, durante e dopo le scosse.

Di Roberta Lerici

In questo articolo troverete le principali istruzioni  sul comportamento da tenere o da evitare, in presenza di una o più scosse di terremoto. Di seguito, il contenuto della valigia da tenere sempre pronta, nei casi di sciame sismico, quando cioè si potrebbe essere costretti ad abbandonare la propria abitazione all'improvviso ("Kit di sopravvivenza"). In questi casi, ricordate di parcheggiare le auto in spazi aperti. Una curiosità: alcune istruzioni, sono le stesse distribuite ai Testimoni di Geova prima del terremoto in Abruzzo (come ricorderete, si salvarono tutti).In fondo, i titoli di due libri, utili a chi vive in zone altamente sismiche.Naturalmente, l'augurio è che nessuno debba mai servirsi di tutto ciò.

In caso di terremoto

Se siamo a scuola:
Allontanarsi dalle finestre e vetrate, durante il terremoto si trasformano in pericolosissime“taglierine”. Rifugiarsi subito sotto il banco. Non appena terminata la scossa avviarsi verso l’uscita della classe in modo ordinato ed in fila indiana, mentre l’apri fila provvederà ad aprire la porta. Gli insegnanti prima di abbandonare l’aula raccolgono il registro di classe (serve per il censimento) e si accertano che tutti gli alunni siano usciti.

L’apri fila ha il compito di aprire le porte e guidare i compagni verso il punto di raccolta tenendo il primo della fila per mano, si accerterà che sia completato il passaggio delle classi secondo le precedenze stabilite dal piano. Il chiudi fila ha il compito di assistere eventuali compagni in difficoltà, accertarsi che nessuno sia rimasto nell’aula, chiudere la porta e controllare che la fila non si interrompa. Mantenere un comportamento attento, responsabile, privo di manifestazioni di panico, restare in assoluto silenzio ed attenersi a tutte le disposizioni impartite dagli insegnanti. Nella discesa delle scale procedere ordinatamente lungo il muro perimetrale, evitando di correre e spingersi. Non spingere i compagni durante il percorso.

Cercare invece di mantenere, senza correre, una velocità costante e comune al flusso. Comportarsi come se stessi passeggiando in fila indiana. Non cambiare fila e non ondeggiare camminando. Non bisogna usare ascensori. Per lo sgombero dell’edificio le classi utilizzeranno le uscite (normali e di sicurezza) a seconda dell’aula o del laboratorio in cui si troveranno al momento della segnalazione di allarme. Le classi in palestra usciranno dalla porta esterna della stessa, e si porteranno nel cortile antistante o retrostante l’istituto.

Avviarsi verso il luogo sicuro di raccolta indicato nella locandina affissa alla parete dell’aula. Ogni docente porterà con sé il registro di classe, raggiunto il punto di raccolta, verificherà con la scheda (modulo di evacuazione) che tutti i suoi studenti siano usciti. Attendere con ordine, in silenzio e con calma, l’arrivo dei soccorsi e/o le eventuali e successive disposizioni.
Se il terremoto ci sorprende in casa

Al manifestarsi della scossa raggiungere con calma i luoghi del locale precedentemente individuati come più resistenti e sicuri (muri portanti, sotto le architravi, ecc…) cercando di addossarsi alle pareti, piuttosto che verso il centro della stanza, mantenendosi a distanza da mensole, lampadari, quadri, specchi, finestre od oggetti che potrebbero caderci addosso.

Avendone la possibilità accovacciarsi sotto un tavolo robusto od un letto per ripararsi da eventuali oggetti in caduta: lo scopo è di realizzare una “cellula di sopravvivenza” che ci protegga in attesa degli eventuali soccorsi. Ripararsi la testa con cuscini, indumenti od altro. In mancanza ci si può riparare la testa con le braccia, mantenendosi in posizione eretta (per evitare che la schiena divenga bersagli di oggetti in caduta) mettendo le mani sulla nuca (la punta delle dita deve essere rivolta verso il basso), tenendo gli avambracci sulla testa e tentando di unire i gomiti davanti alla fronte.

Durante la scossa non ci si deve spostare dal locale che ci ospita che, comunque sia, è il luogo più sicuro al momento disponibile. Durante la scossa non si deve tentare di abbandonare la casa perché correremmo il rischio di essere travolti dagli elementi architettonici del fabbricato che per loro natura sono più deboli (cornicioni, balconi, coperture dei tetti, ecc…). Durante la scossa non accendere fiamme libere (accendini, fiammiferi od altro).

Non appena la scossa è terminata procedete con cautela verso la porta di uscita dal locale cercando di saggiare la resistenza del solaio con i piedi (lo si fa scaricando progressivamente il peso del corpo sul piede anteriore cercando di percepire gli eventuali movimenti del solaio): se si hanno dei dubbi circa la resistenza dell’appoggio, desistere! Se il terremoto ci ha sorpreso di notte, oppure se il locale è buio, evitare di accendere fiammiferi od accendini procedendo lentamente strisciando i piedi e proteggendo il corpo da eventuali oggetti (lo si fa portando braccia davanti al corpo piegandole una in senso verticale, e l’altra in senso orizzontale). Prima di abbandonare i locali, se esistono sufficienti margini di sicurezza, spegnere gli interruttori elettrici generali e i rubinetti di acqua e gas.

L’architrave della porta durante la scossa potrebbe aver ceduto rendendone difficoltosa l’apertura: non cercate di strattonare la porta prima di esservi assicurati della tenuta della muratura soprastante. Per scendere dai piani superiori non utilizzare gli ascensori, ma le scale che devono essere percorse con cautela cercando di scaricare il peso del corpo sul lato della parete d’appoggio. Una volta usciti in strada allontanarsi dalle costruzioni potrebbero cadere oggetti (insegne, intonaci, vetri, cornicioni, muri pericolanti, tegole, ecc…)

Prestare attenzione agli oggetti pericolosi che possono trovarsi per terra (fili della corrente elettrica, assi rotte. vetri, ecc..) ricordando che è necessario procedere ad una distanza di sicurezza minima pari all’altezza degli edifici. Dirigersi verso uno spazio aperto (piazze, giardini pubblici, ampi cortili, campo sportivo).

Comportamento
In molte situazioni di emergenza (terremoto, incendio, ecc.) che si verificano quando in determinati ambienti si realizza un’alta concentrazione di persone (scuole, cinema, supermercati, ecc.) le vittime ed i feriti che si riscontrano possono essere spesso causati da precise alterazioni nei comportamenti dovute al panico. Per panico s’intende una particolare condizione che fa perdere alcune capacità fondamentali per la sopravvivenza, quali l’attenzione, la capacità del corpo di rispondere ai comandi del cervello e la facoltà di ragionamento; ha, inoltre, due spontanee manifestazioni che se non controllate costituiscono di per sé un elemento di grave pericolo: istinto di coinvolgere gli altri nell’ansia generale (invocazione di aiuto, grida, atti di disperazione, ecc.)istinto alla fuga, in cui predomina l’autodifesa, con tentativo di esclusione anche violenta degli altri con spinte, corse in avanti ed affermazione dei posti conquistati verso la via della salvezza.

Risultato:
tutti si accalcano istintivamente ed in modo disordinato alle uscite di sicurezza e così facendo le bloccano, impedendo ad altre persone, magari meno capaci fisicamente, di portarsi in salvo all’esterno.
I comportamenti di cui abbiamo parlato possono essere modificati e ricondotti alla normalità se il sistema in cui si evolvono è preparato e organizzato per far fronte ai pericoli che lo insidiano.

Il piano di evacuazione, con il percorso conoscitivo necessario per la sua realizzazione, può dare un contributo fondamentale in questa direzione consentendo di: essere preparati a situazioni di pericolo; stimolare la fiducia in se stessi; indurre un sufficiente autocontrollo per attuare comportamenti razionali e corretti;
controllare la propria emozionalità e saper reagire all’eccitazione collettiva. In altre parole seguire alcune semplici norme di comportamento può salvarti la vita.

(fonte: volontari del garda)

Terremoti: kit di sopravvivenza (ufficio emergenze New York)

SIETE PRONTI A FUGGIRE?

Famiglia che esegue un piano di evacuazione

Alcune agenzie governative consigliano alle famiglie di organizzare per tempo un’eventuale evacuazione preparando un “kit di sopravvivenza”, ovvero uno zaino resistente, accessibile e facile da trasportare che contenga cose importanti nei casi di emergenza. Si potrebbe includere quanto segue:%

  • Copia dei documenti importanti in una busta impermeabile
  • Un secondo mazzo di chiavi di casa e della macchina
  • Bancomat, carte di credito e contante
  • Acqua imbottigliata e cibi non deperibili
  • Torcia elettrica, radio AM/FM, cellulare (se ce l’avete) e pile di riserva
  • Medicinali almeno per una settimana con l’elenco dei dosaggi, ricette mediche, nonché nomi e numeri telefonici dei medici. (Assicuratevi di sostituire i medicinali prima della data di scadenza)
  • Cassetta di pronto soccorso
  • Scarpe robuste, comode e impermeabili
  • Informazioni su contatti e luogo d’incontro per i membri della famiglia e una cartina della zona
  • Provviste per i bambini piccoli

 


%  Questo elenco si basa sulla lista ufficiale stilata dal New York City Office of Emergency Management (Ufficio Gestione Emergenze del Comune di New York) con pochi cambiamenti. Forse non tutto quello che è stato elencato vi occorrerà o risulterà adatto nella parte del mondo in cui vivete, o forse dovrete aggiungere dell’altro. Per esempio persone anziane e disabili hanno particolari necessità.

LIBRI:

Terremoti - Manuale per la Popolazione
Come fare e come prepararsi in zona sismica

Terremoti - Manuale per la Popolazione

* Autore: Eaco Cogliani
* Editore: Alba Magica
* Data pubblicazione: Maggio 2009
* Note: Illustrato con disegni
* Categorie: Tecniche di Sopravvivenza, Catastrofi naturali e mutamento climatico-Prezzo € 14,00

P. Darman -MANUALE DI SOPRAVVIVENZA

 

Come fanno gli specialisti dei corpi speciali a sopravvivere sulla neve, tra i ghiacci e nel deserto?
- Come costruire ripari, trappole, attrezzi ed armi per la sopravvivenza?
- Suggerimenti delle Forze speciali circa la fonti di acqua e di cibo in tutti gli ambienti di sopravvivenza.
Per sopravvivere occorre averne le capacità. È necessario avere il giusto atteggiamento. In ogni caso, tutta la conoscenza del mondo servirà a ben poco se manca la volontà di sopravvivere.
Voler sopravvivere è la cosa più importante in una situazione di emergenza. È noto che la mente cede prima del corpo. È però anche vero che un individuo deteminato a sopravvivere riesce ad imprimere un grande impulso mentale che gli sarà d'aiuto in una situazione di emergenza.
Indipendentemente dalla gravità della situazione, si hanno sempre a portata di mano le risorse per trovare la giusta soluzione: la mente ed il fisico. Unite questi due elementi nel modo giusto e riuscirete nel vostro intento.
Qualità essenziali per riuscire con successo in una situazione di sopravvivenza:
L'esercito degli Stati Uniti d'America ha molta esperienza e conosce bene le qualità necessarie nella sopravvivenza:
· Concentrazione mentale.
· Capacità di improvvisazione.
· Sapere vivere in solitudine.
· Mantenere la calma.
· Essere ottimisti e contemporaneamente prepararsi al peggio.
· Essere consapevoli delle proprie paure e delle preoccupazioni per imparare a convivere con esse e superarle.
In caso di incidenti, naufragi, cataclismi, terremoti, due tra le principali minacce alla sopravvivenza provengono dalla nostra mente: pigrizia e passività. Se non vengono immediatamente contrastati, questi due atteggiamenti possono anche condurre alla morte. L'Autore vi spiega come allontanarli.
Esistono però altre difficoltà di natura fisica che impediscono la sopravvivenza e che occorre conoscere per superarle:
Dolore - Freddo - Sete - Fame - Fatica - Noia - Solitudine - Frustrazione.
Questo manuale insegna in modo pratico come reagire a tali situazioni, utilizzando anche risorse minime, oggetti comuni e rimedi naturali. PREZZO 12 EURO

AUTORE: R.LERICI-WW.BAMBINICORAGGIOSI.COM-12 OTTOBRE 09

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 fonte:http://www.dipteris.unige.it/geofisica/ITA/didattica/did_difesa.html

Come affrontare i pericoli

Quando avviene un terremoto, per molti secondi (a volte anche più di un minuto) il suolo, e con esso gli edifici, oscilla notevolmente ed in modo "disordinato". Bisogna avere ben chiaro che le oscillazioni del terreno di per se stesse non costituiscono una minaccia: la causa dei disastri è il fatto che le oscillazioni, ed in particolare le loro componenti orizzontali, vengono trasmesse dal terreno agli edifici. Dove le scosse sono molto forti, se gli edifici non sono costruiti in modo opportuno, le oscillazioni possono provocare il crollo parziale o totale degli edifici, possono limitarsi a provocare la caduta di comignoli, rottura o crollo di soffitti e pareti caduta di mattoni, tegole, calcinacci, cornicioni, vetri, crollo di tetti ecc..

All'interno, scaffali, mobili in genere ed oggetti appesi ai muri possono essere spostati o fatti cadere.

A volte si hanno incendi provocati dalla rottura di tubazioni del gas o di linee elettriche.

In occasione di terremoti molto forti, si possono avere danni alle reti viarie e ferroviarie, acquedotti, oleodotti, metanodotti, ponti, dighe ecc..

Oltre ai danni ai manufatti, i terremoti possono essere causa dei movimenti franosi, di distacchi e cadute di masse rocciose, di fratture con spostamento delle parti e di fenomeni di liquefazione.

 

Si possono produrre inoltre lungo le coste onde marine di altezza anche molto elevata e che si spostano velocemente, comunemente chiamate maremoti (si preferisce usare il termine giapponese tsunami poiché questo fenomeno è ricorrente in Giappone), che possono costituire una minaccia notevole per coloro che vivono in prossimità delle coste (in occasione dei terremoti del 1783 in Calabria e del 1908 a Messina e Reggio, gli tsunami provocarono migliaia di morti).

Sottolineiamo infine che i pericoli non cessano una volta verificatasi la scossa distruttiva. Altri danni possono essere provocati dalle repliche: pericoli di vario tipo possono essere causati anche da incontrollate previsioni di nuovi eventi oppure di esaurimento dell'attività sismica, fatte da persone che in quelle occasioni si improvvisano esperte.

 

Pericoli di tipo diverso da quelli precedentemente descritti sono rappresentati, ad esempio, dalla possibilità di epidemie, da demolizioni affrettate, da consulenze o perizie svolte da persone impreparate, dalle pressioni di vario tipo per vendere per pochi soldi edifici magari appena lievemente lesionati.

Di fronte a questa varietà di pericoli, è difficile dare indicazioni che valgono per ogni area e in ogni situazione. Ci limitiamo alle più generali.

Cosa fare prima del terremoto

Vediamo che cosa si può fare prima del terremoto per difendersi. Sulla base di quello che abbiamo visto, prima di tutto è necessario sapere se si vive in una zona classificata come sismica o no.

Supponiamo di si. In questo caso si deve prestare attenzione alla propria abitazione: se si è in procinto di acquistare una casa nuova è bene verificare che sia costruita in rispondenza ai criteri di legge. Anche se non si deve acquistare una nuova casa però è comunque bene accertare le condizioni delle proprie abitazioni: è stata progettata e costruita in maniera antisismica? È opportuno verificarlo e in caso contrario cercare di renderla antisismica.

Sarà utile anche informarsi di quello che è previsto dai piani di protezione civile nazionale e regionale e verificare l'esistenza di piani di protezione civile a livello locale (in caso negativo sollecitarli) per sapere quali iniziative prendere per prevenire i danni, che cosa fare e a chi riferirsi in caso di terremoti. È opportuno individuare le autorità responsabili e le fonti di informazioni attendibili. Nel caso che esista un piano di sgombero per il dopo terremoto è necessario essere pronti ad eseguire la parte di propria competenza; in caso di assenza di questo piano è opportuno individuare un luogo aperto (piazze, giardini, aree di parcheggio, ecc ..) ma lontano da spiagge in cui ritrovarsi con la famiglia, cercando prima di stabilire anche quale è il percorso più aperto e quindi meno pericoloso da raggiungere. È infine opportuno:

 

* Avere accanto al telefono i numeri per chiamare ambulanza, medico e pompieri;

* Conoscere l'ubicazione di ospedali e percorsi migliori per raggiungerli;

* Imparare a chiudere centrali di acqua , luce e gas

*Fissare bene alle pareti scaffali o mobili pesanti, nonché scaldabagni e forni a gas.

Come comportarsi durante il terremoto

La scossa sismica di per se non costituisce una minaccia per l'incolumità delle persone; non è reale il pericolo dell'aprirsi di voragini che inghiottono persone o cose. Quello che provoca vittime durante un terremoto è principalmente il crollo degli edifici, o di parte di essi; inoltre costituisce un grave pericolo per l'incolumità anche la caduta di quello che c'è dentro ed alcuni fenomeni collegati quali incendi ed esplosioni dovute a perdite di gas, situazioni di panico collettivo con conseguenti ingorghi nelle strade ed impedimento delle squadre di soccorso a muoversi. Bisogna dunque avere preventivamente un'idea ben chiara di quali sono le posizioni all'interno di un edificio o i luoghi all'esterno che si possono considerare pericolosi. Al momento del terremoto non si ha poi realmente il tempo per fare qualcosa di più che non riordinare le idee; una scossa, anche se sembra che duri un'eternità può al massimo durare poco più di un minuto e gli intervalli tra le scosse possono essere di pochi secondi. Seguendo il primo impulso tutti in genere sono portati a precipitarsi all'esterno: ciò può anche essere più rischioso, a meno che non ci si trovi proprio in vicinanza di una porta di ingresso che immetta direttamente in un ampio luogo aperto. È opportuno mantenere la calma evitando di allarmare con grida gli altri, non precipitarsi all'esterno, ma cerare il posto più sicuro nell'ambiente in cui ci si trova. Per chi si trova all'interno di un edificio, il rischio principale è rappresentato dal crollo della struttura stessa e contemporaneamente anche dalla caduta di mobili e suppellettili pesanti. È meglio dunque prima di tutto cercare di collocarsi in vicinanza dei punti più solidi della struttura dell'edificio: questi in genere sono le pareti portanti (muri maestri), architravi, i vani delle porte e gli angoli in genere. È opportuno contemporaneamente cercare di tenersi lontani da tutto ciò che ci può cadere addosso con grave danno, cioè da grossi oggetti appesi ed in particolare dai vetri che si possono rompere e dagli impianti elettrici volanti che possono originare incendi. Può essere opportuno inoltre cercare di trovare riparo da ciò che può cadere, mettendosi ad esempio sotto grandi tavoli o letti. Se il terremoto ci sorprende quando ci si trova all'esterno, anche in questo caso il pericolo principale deriva da quello che può crollare. È necessario in questo caso non cercare riparo sotto cornicioni, grondaie o balconi e non sostare sotto le linee elettriche: può offrire un riparo più adeguato soltanto mettersi sotto l'architrave di un portone.

Trovandosi poi in automobile è necessario evitare di sostare sotto ponti o cavalcavia, edifici o comunque in zone dove possono verificarsi smottamenti del terreno o frane.

Cosa fare dopo il terremoto

Al termine di una scossa forte, si possono essere verificati morti, feriti e molti danni: nei momenti immediatamente successivi è necessario attenersi ad alcune semplici norme per essere il più possibile di aiuto alla comunità e per non intralciare i soccorsi e gli aiuti. Chi si trova all'interno di un edificio prima di uscire deve:

* Spegnere i fuochi eventualmente accesi e non accendere fiammiferi o candele anche se è al buio;

* Chiudere gli interruttori centrali del gas e della luce;

* Controllare dall'odore, assolutamente senza accendere fiammiferi o candele, se ci sono perdite di gas ed in tale caso aprire porte e finestre e segnalarlo.

 

Si deve poi lasciare l'edificio per recarsi in un luogo aperto uscendo con cautela e prestando molta attenzione sia a quello che può ancora cadere, sia ad oggetti taglienti che si possono trovare per terra. Se ci si trova in un edificio a più piani non si deve usare l'ascensore perché potrebbe bloccarsi improvvisamente o addirittura precipitare. Una volta usciti all'esterno è necessario comunque ancora mantenere la calma e prestare i primi soccorsi agli eventuali feriti, coprendoli con coperte. E' meglio anche restare lontani dalle spiagge almeno per le prime ore per evitare il pericolo degli tsunami. Se siete in una zona che non ha riportato danni considerevoli, evitate di usare il telefono se non per segnalare casi gravi ed urgenti. Non tempestare di telefonate i centralini dei Vigili del Fuoco, delle sedi amministrative, delle fonti di informazione (giornali, radio, ecc.) o degli Osservatori Sismici. Se nella vostra località il terremoto è stato forte, gli Osservatori non sono in grado di darvi nessuna informazione utile in più di quello che possedete già, e tanto meno di predirvi cosa succederà nelle ore successive. Dal punto di vista dei danni che si producono immediatamente, generalmente ci si può attendere che il peggio sia passato. Inizia tuttavia una fase in cui l'entità del disastro può essere ancora ridotta, affrettando i soccorsi ai feriti e cercando di creare condizioni migliori per la sopravvivenza. E' importante contribuire a posare tende, roulottes in luoghi non minacciati o dove non si possono verificare allagamenti. È importante inoltre che, laddove non esistono, si organizzino punti di raccolta e coordinamento, in modo da favorire una distribuzione equa e razionale dei generi di soccorso. Molta parte del buon esito delle operazioni di questa fase dipende dalla capacità di organizzazione spontanea delle popolazioni colpite senza limitarsi a puntare totalmente e passivamente sui soccorsi in arrivo. Un atteggiamento attivo favorisce l'efficacia dei soccorsi stessi.

Il testo qui riportato rappresentata una revisione, un aggiornamento ed una integrazione del Capitolo : Difendersi dal terremoto in "IL TERREMOTO: CALAMITA' O FENOMENO NATURALE" a cura di I. Papadopoulos, Servizio geologico Reg. Piemonte, 1988

 

AUTORE: R.LERICI-WW.BAMBINICORAGGIOSI.COM-12 OTTOBRE 09

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