Ferrara.Otto ore di arringa per scagionare l'insegnante dall'accusa di abusi sessuali

Sarà pronunciata il 10 marzo la sentenza che dovrà accogliere o meno la richiesta di quattro anni e sei mesi di reclusione per l’uomo accusato di molestie nei confronti di alcune bambine. Tanto aveva chiesto lo scorso 10 gennaio il pm Filippo Di Benedetto nei confronti di un maestro del doposcuola in pensione, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di tre alunne di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni che, secondo l’accusa, sarebbero state oggetto di attenzioni particolari. L’imputato le avrebbe toccate nelle parti intime mentre facevano i compiti vicino alla cattedra.

I fatti, accaduti in un istituto del Basso ferrarese, risalgono alla fine del 2005 e l’inizio del 2006. L’inchiesta prese avvio proprio dai racconti che le tre piccole fecero ai genitori. Ne seguì una denuncia e l’apertura di un fascicolo in procura volto ad accertare la veridicità dei fatti narrati dalle bambine, che durante il processo – nel quale le famiglie si sono costituite parti civili, assistite dall’avvocato Carmelo Marcello - sono sempre state ascoltate in forma protetta, a porte chiuse.

Dopo un anno e mezzo di processo, una perizia e due consulenze di parte per accertare la capacità a testimoniare e la credibilità delle presunte vittime, per il 10 marzo è attesa la sentenza.

Ieri è stata ascoltata la difesa, con l’arringa dell’avvocato Guido Menarini, che per ben otto ore ha ricostruito tutte le fasi della vicenda confutando ogni addebito per il suo assistito. “Abbiamo demolito quanto detto dal pm e dalle parti civili – afferma il legale -, tanto che il giudice ha riconosciuto alla difesa di aver espresso cose interessanti che meritano una riflessione”.

Riflessione che dovrebbe culminare nella decisione che verrà presa in camera di consiglio dal giudice Francesco Maria Caruso, presidente del tribunale collegiale, assistito dai giudici Silvia Marini e Monica Bighetti.

Fonte Estense.com 5 febbraio 2008