‘I preti pedofili vanno smascherati’. Monsignor Genoud invita le vittime a denunciare i casi di abusi alla giustizia civile.

 

La diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo annuncia la creazione di una speciale commissione.


Nell'articolo che segue, monsignor Genaud parla di "sacerdoti problematici", dice di non amare la parola "indennizzo" e di preferire il termine "aiuto alla ricostruzione" con il pagamento delle spese mediche da parte della curia.  Ma il fatto più rilevante è che si scusa per le reticenze e la mancanza di coraggio  e trasparenza della chiesa. Lo stesso non si può dire per alcuni vescovi italiani che si sono trovati a dover rispondere a familiari delle vittime o giornalisti che chiedevano loro una parola di conforto o un commento in casi di abuso da parte di religiosi. I familiari del bambino abusato da don Marco Cerullo a Casal di Principe, attendevano le scuse dal vescovo di Aversa, ma il vescovo ha preferito il silenzio fino alla conclusione delle indagini. Forse non si è reso conto che don Marco è stato colto in flagrante. Le famiglie dei bambini di Vallo della Lucania nel 2006  hanno scritto al vescovo di Vallo e al Papa senza ricevere risposta. Monsignor Munari, per il caso del vicerettore del seminario di Brescia, si è detto vicino a don Marco Baresi e ai suoi familiari dimenticandosi della presunta vittima di don Marco e dei 600 file pedofili trovati nel suo computer. Nel dubbio, avrebbe potuto includere anche il ragazzo e i suoi familiari nel suo messaggio di dolore.

Queste sono solo alcune delle mancate scuse, per questo vi invito a leggere quanto a detto monsignor Genoud. Sperando che non siano solo parole.

 ------------------------------------------------------------------------------------------Friburgo 2-febbraio-08– La diocesi di Losanna, Gi­nevra e Friburgo ha deciso di istituire una commissione incaricata di gestire i casi di pedofilia e di abusi sessuali com­messi da sacerdoti: essa sarà presieduta dalla ex giudice istruttrice friburghese Françoise Morvant.
Il nuovo organo dovrà in particolare registrare tutte le informazioni in meri­to che riceve via telefono o per iscritto e allestire un rapporto all’autorità dioce­sana, ha spiegato ieri alla stampa monsi­gnor  Bernard Genoud.  « Suggeriamo alle vittime di denunciare sistematica­mente i casi alla giustizia civile. Se neces­sario, le accompagneremo »  , ha aggiunto il vescovo.
Genoud si è pure chiesto se non sia ne­cessario rivedere le direttive della Con­ferenza svizzera dei vescovi, in partico­lare introducendo un dovere di denuncia contro i religiosi sospettati di abusi ses­suali. Il vicario generale giudiziario del­la diocesi, Nicolas Betticher, ha rilancia­to da parte sua l’idea di una banca dati nella quale sarebbero registrati tutti i sacerdoti “ problematici”, ricordando che Papa Benedetto XVI, cinque anni fa quando era ancora cardinale, ne fece pa­rola.
 « A Roma esiste già qualcosa di simile »  , ha precisato il vescovo. Lo schedario ec­clesiale fornisce informazioni sui preti, ma i dati che contiene non sono aggior­nati regolarmente. Secondo Betticher, le strutture attuali dovrebbero essere mi­gliorate. È inoltre importante - ha rileva­to - che la trasparenza sia totale fra lo schedario romano, la commissione di esperti sugli abusi sessuali della Confe­renza dei vescovi e la nuova commissio­ne diocesana.
Il vescovo ha presentato inoltre per la prima volta le scuse ufficiali della Chie­sa nei riguardi delle vittime.  « Scusateci per la mancanza di trasparenza, di chia­rezza, di comunicazione e anche di corag­gio suscettibili di aver generato possibili recidive » .  Il vescovo ha spiegato il silen­zio osservato finora dicendo di aver affi­dato la questione al vicario Betticher.
  « Sto inoltre seguendo una chemioterapia, non esente da effetti secondari »  , ha indi­cato mons. Genoud.
Il vescovo ha pure fornito dati precisi. La hotline allestita recentemente dalla diocesi ha ricevuto 14 chiamate di altret­tante persone.  « La maggioranza aveva bi­sogno di parlare di situazioni dolorose, spesso risalenti a parecchio tempo fa »  . Cinque persone hanno preso appunta­mento e due sono state ricevute. Il loro caso è stato denunciato alla magistratura friburghese e a quella ginevrina.Il vescovo ha però voluto sottolineare che  « nella sua stragrande maggioranza, il clero è sano, e lo difendo »  . Il vescovo ri­tiene inoltre che i sacerdoti  « problemati­ci »  non debbano essere spostati:  « è prefe­ribile trovare soluzioni sul posto » In merito all’ipotesi di indennizzare le vittime, il vescovo ha detto di non amare questo termine a cui preferisce quello di  « aiuto alla ricostruzione » , onorato fra l’altro con il rimborso delle fatture medi­che presentate dagli interessati.  « Non si tratta in alcun modo  - ha sottolineato -  di pagare il silenzio di chicchessia »
la regione ticino 02/02/2008 07:30