Contursi Terme, Studenti cacciati:"Vogliamo la nostra classe".Preside ignora sentenza del TAR

 

Ecco la lettera ricevuta oggi da uno dei genitori degli alunni della I Liceo dell'Istituto E.Corbino che mi aggiorna su quanto avvenuto stamattina.Aggiungo anche un articolo de La Repubblica che oggi si occupa del caso.Ricordo che una sentenza del TAR ha dato ragione ai genitori e che, quindi, la classe dovrebbe essere normalmente funzionante.I genitori, peraltro, hanno regolarmente pagato la tassa scolastica di 40 euro.

Carissima Roberta,
ti voglio aggiornare sulla giornata di oggi 09/09
i ragazzi si sono recati a scuola e intruffolandosi fra gli alunni di altre classi sono riusciti ad entrare: Quando i bidelli in sorveglianza si sono accorti di loro gli sono corsi dietro decendo: " uscite subito" . I ragazzi, invece, hanno raggiunto finalmente la classe con la targhetta  1" liceo( allora la classe c'è?) e si sono seduti ognuno al proprio posto attendendo l'insegnante. Fuori dalla classe i ragazzi hanno messo un cartello fatto con le loro mani con scritto "vogliamo la ns. classe".
Invece dopo poco è arrivato il Preside dicendo loro, " se non uscite subito chiamo i carabinieri, il Vs. è un comportamento da cretini " e i ragazzi hanno risposto " si vede che siamo cretini". Poi il preside è uscito.

Pertanto i ragazzi sono stati dalle ore 8,30 fino alle 12,20 , al suono della campana , nella loro classe senza aver più visita da nessuno, praticamente ABBANDONATI A SE STESSI.
Alle 12,20 quando sono usciti c'erano alcuni giornalisti ad attenderli, i ragazzi con il cartello in mano "vogliamo la ns. classe", hanno spiegato come hanno passato la mattinata riportando anche le parole  del DIRIGENTE SCOLASTICO .
(lettera ricevuta il 9 settembre 2009)

da Repubblica:

Costa troppo, chiuso un liceo a Contursi Terme
di Bianca De Fazio
«I ragazzi della I liceo sono pregati di tornare a casa: la loro classe non esiste più». Un cartello di questo tenore ha accolto ieri mattina gli studenti della I liceo classico dell´istituto Corbino di Contursi Terme. Un avviso in bacheca, a grandi lettere.

Non è solo la questione dei precari a scuotere il mondo della scuola. Ci sono anche i tagli ai fondi, decisi dai ministri Gelmini e Tremonti. «In alcune scuole abbiamo il problema serio che forse non riusciremo ad aprirle», sottolinea il direttore generale dell´Ufficio scolastico regionale Alberto Bottino.

L´istituto Corbino ha aperto i battenti in anticipo rispetto all´inizio dell´anno scolastico, ha lasciato entrare in aula i ragazzi dell´alberghiero, del ragioneria, dell´istituto per geometri. Non quelli della I liceo classico, che, essendosi rifiutati di andare via, sono stati lasciati nell´aula magna con la raccomandazione di non tornare a scuola quest´oggi. «In questa classe ci sono solo 10 ragazzi. Tenerla aperta è uno spreco. Ci costa troppo», ha spiegato il preside Ugo Giorgio Crea ai genitori, convocati a scuola il 21 luglio scorso.

Effetto dei tagli imposti da Roma. Una soppressione alla quale si sono opposti i genitori rivolgendosi al Tar, che ha dato loro ragione, ed il 6 agosto si è pronunciato per la sospensione del provvedimento. Ma la decisione del Tribunale amministrativo non ha fatto desistere il preside Crea: «Gli studenti devono iscriversi ad un´altra scuola».

Peccato che la più vicina sia a circa 30 chilometri di distanza, che non ci siano mezzi di trasporto adeguati e che il Tar abbia esplicitamente chiesto, per questi ragazzi, la continuità didattica e il rispetto del diritto allo studio. Sotto la tagliola del governo finiscono anche le scuole più piccole, situate nelle zone disagiate. Così Vico Equense si trova con due istituti in meno, quelli di Ticciano e Montechiaro, alle pendici del monte Faito. I genitori e gli insegnanti, dopo aver sperato in un intervento del direttore regionale Alberto Bottino, hanno fatto ricorso al Tar; e lo stesso ha fatto la Regione, impegnata contro il "dimensionamento scolastico" tentato dal ministro dell´Istruzione. Il Tar si è pronunciato sospendendo il provvedimento firmato dal sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque. Ma il primo cittadino, proposto appello al Consiglio di Stato, «ha ordinato lo smantellamento delle strutture scolastiche facendo portare via sedie e banchetti», racconta Andrea Di Martino, di Sinistra e Libertà».
(la repubblica Napoli 09 settembre 2009)