GIORNALISTI: "SCHIAFFI E CALCI AI MIEI BAMBINI, ALTRIMENTI NON MI OBBEDISCONO"

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 Nicholas Farrell è giornalista dentro, e persino in vacanza non può esimersi dal deliziare i nostri palati con un succulento articolo.

Lo spunto viene dalla Nuova Zelanda, ove si decide tramite referendum se reintrodurre le punizioni corporali sui figli (al momento vietate per legge). Farrell cerca vistosamente di influenzare il voto:

 Potete anche leggere il titolo come: “Assistenti sociali, il mio nome è Nicholas Farrell, toglietemi la custodia dei figli”


Vediamo che dice Nicholas:

Sono in ferie a Itaca, l’isola di Ulisse, nello squisito mar Jonio, seduto al bar. È l’ora dell’aperitivo e quindi davanti ho una birra e il bel mare limpido. Ho appena ammazzato una vespa e mi sento in colpa. Così, con la mia penna l’ho tirata fuori dal bicchiere. Doveva morire per un motivo semplice: era un pericolo per sé stessa e per quelli che si trovavano intorno a lei. Essendo un nemico del politicamente corretto mi sento in colpa in continuazione e ormai mi sono abituato a essere un colpevole come un nano si abitua, suppongo, nel lungo andare, ad essere fisicamente repellente. E certo mi sento in colpa quando mollo un bel ceffone a uno dei miei quattro bambini. Sono da galera anche per questo. Me ne frego. Una legge va rispettata non perché è legge ma perché è giusta. Così, con la mia penna l’ha pescata fuori dal bicchiere. Poco dopo è arrivata mia moglie, Carla, con i bambini (Caterina di quasi sei anni, Francesco Winston, di quattro, Magdalena di quasi due e Rita di nove mesi). Magdalena non dà mai retta a nessuno, ma ha raggiunto l’età più pericolosa. Tocca tutto, tira giù tutto, non sta mai ferma, e scappa all’improvviso verso il mare o sulla strada.

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