Chiesa e pedofilia: la durissima lettera del frate domenicano Thomas Doyle al cardinale Bertone

L’America martoriata dallo scandalo pedofilia nella Chiesa Cattolica sta finalmente mettendo tutto nero su bianco: con la pubblicazione, alla fine dello scorso anno, del Report on the Crisis in the Catholic Church in the United States, National Review Board for the Protection of Children and Young People, ha messo in luce una quantità di atrocità incalcolabile che si è protratta per quasi un quarto di secolo.
In una lettera inviata dal frate domenicano Thomas Doyle, cappellano dell’aviazione militare americana, al Segretario di Stato Vaticano cardinale Tarcision Bertone, l’8 gennaio scorso, si legge come lo scontro si sia aperto all’interno della stessa gerarchia cattolica. Infatti, come scrive Doyle nella lettera aperta a Bertone, ormai diventata documento basilare nella disamina delle implicazioni del Vaticano nella deriva pedofila del clero statunitense:

«L’esperienza degli ultimi 24 anni mostra chiaramente che questo non è un problema marginale che coinvolge un piccolo gruppo di chierici che hanno abusato di un piccolo numero di bambini. Il problema è complesso, diffuso e terribile. Le vittime includono bambini di entrambi i sessi, così come adulti, che sono stati violentati ed abusati. Gli abusatori non sono un piccolo numero di preti disagiati, ma un discreto numero di preti, religiosi e vescovi. Ci sono anche religiose che hanno abusato di bambini affidati alle loro cure o che hanno compiuto abusi su giovani membri delle proprie comunità… [cut]… I vescovi cattolici raramente hanno affrontato questo scandalo con “dignità e coraggio”, come lei ha dichiarato in un’intervista. I vescovi sono stati incalzati dai media, dai tribunali o dall’opinione pubblica ad affrontare ciò che hanno coperto per decenni. I vescovi e i loro rappresentanti hanno ripetutamente mentito e distorto il proprio ruolo cercando di far ricadere la colpa sulla stampa secolare, sugli psichiatri o psicologi, o su invisibile “forze anti-cattoliche” liberali post Vaticano II o sulla cosiddetta “rivoluzione sessuale”. Sarebbe stato meglio se avessero apertamente e onestamente ammesso il proprio diretto coinvolgimento e i propri sforzi volti a continuare a distorcere e coprire il fenomeno. Perfino oggi, sebbene una minoranza di vescovi cerchino onestamente di comprendere la profondità del problema, la maggior parte della stessa Conferenza Episcopale continua a promuovere la falsa tesi di aver agito prontamente e pienamente e che il problema sia esaurito. Questo è un nonsenso di fronte alla dura evidenza che le vittime di abusi sessuali del clero continuano a venire alla luce regolarmente. E’ al corrente del fatto che molti vescovi, incluso il Cardinale Mahony, hanno mentito sotto giuramento, mentre testimoniavano al processo?» 

 Fonte:resistenzalaica.it autore Trozky