Franceschini: "Le coppie di fatto non sono una famiglia"

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PD:LA DERIVA DI UN PARTITO CHE SI DEFINISCE ANCORA DEMOCRATICO

 di Roberta Lerici

Ieri c'è statol'attacco a Di Pietro, da parte del PD, perchè con suoi appelli a Napolitano "destabilizza le istituzioni".Oggi abbiamo una pregevole dichiarazione di Enrico Letta che ritiene giusto allearsi con l'UDC e non con IDV. Pare non gli interessi che nell'UDC ci siano persone condannate come CUffaro, perchè, in fondo, non si può fare tanto gli schizzinosi. Credevo che la giornata politica volgesse ormai al termine, quando mi sono accorta che Dario Franceschini aveva rilasciato un'intervista all'Unità, in cui affermava che le coppie di fatto "non sono una famiglia". Reazioni immediate da parte di tante persone, associazioni, ecc. E anche da parte di chi, non essendo sposato e avendo dei figli, era convinto fino a ieri di avere una famiglia.Oggi, invece, il segretario del Partito Democratico li ha informati che la loro non è una famiglia.Non oso pensare a come si sentiranno quelle persone, adesso.Certe verità, non bisognerebbe apprenderle dai giornali.Sarebbe meglio incaricare degli psicologi che, porta a porta, diano la tragica notizia con tutte le cautele del caso.

Per il resto, i sondaggisti potranno scatenarsi per scoprire quanti voti perderà il PD alle prossime elezioni se non cambia rotta. 

 

Franceschini: "Le coppie di fatto non sono una famiglia"

Dario Franceschini parla di famiglia, coppie di fatto e adozioni gay. "Sul riconoscimento delle coppie di fatto c'è una posizione che è stata portata in parlamento piu volte e che io condivido: è il riconoscimento delle coppie di fatto, che in base al nostro ordinamento costituzionale sono una cosa diversa dalla famiglia, ma devono avere diritti, riconoscimento e diritti. Le adozioni - continua il segretario del Pd - sono una cosa diversa, perché nelle adozioni c'è una terza persona, che è la più debole, che ha il diritto di avere in modo naturale un padre e una madre di sesso diverso. E l'adozione è un atto che deve essere riconosciuto dalla legge, penso che in questo caso si debba, la legge debba tutelare prima di tutto il diritto del meno protetto, che è il minore adottato". "Condivido il riconoscimento dell'esistenza delle coppie di fatto» che però «sono una cosa diversa dalla famiglia». l'ha detto Dario Franceschini. «Diverso - aggiunge - è il caso delle adozioni. qui c'è una terza persona, il minore, che ha diritto di avere una tutela perchè è il meno protetto». Il segretario del partito, candidato per una riconferma al congresso del partito, si è definito "garante del bipolarismo". «Non dobbiamo credere» che il bipolarismo «sia acquisito per sempre. Dobbiamo pensare che questo sistema vada salvaguardato», messo al sicuro dal ritorno a «uno schema in cui le maggioranza e i governi non sono più decisi dagli elettori ma sono variabili e mobili». Il segretario Pd mette in guardia dall'eventuale prevalenza di una linea diversa dalla sua: «Bipolarismo e alternanza non sono garantiti, come qualcuno pensa, da una legge elettorale. Il bipolarismo sopravvive a qualsiasi legge se ci sono due grandi partiti alternativi. Se invece scomponi questi grandi partiti e torni a un sistema centro-sinistra e centro-destra, con il famoso trattino, tutto torna in movimento; non ci sono più due grandi partiti avversari, ma prevale il vecchio schema con la sinistra da una parte e il centro del centrosinistra dall'altra». In un'intervista Franceschini dice: «Io prendo un impegno: garantire che questo schema sopravviva a Berlusconi». Di più: «Del dopo-Berlusconi dobbiamo cominciare ad occuparci. Nessun uomo di buonsenso può pensare che si ricandidi a fine legislatura; è una scadenza inevitabile. Ma ci sono tutti gli ingredienti per una fine traumatica anticipata». All'altro candidato Pier Luigi Bersani, che chiede maggiore attenzione alla sinistra del partito, Franceschini replica: «Io sarei cauto nell'uso delle parole. Sinistra è una parola e una storia nobilissima, cui io sono anche legato. Ma so pure che c'è una parte degli elettori e dei gruppi dirigenti del Pd che non si riconosce solo in quella parola. O il partito resta la casa di tutti, liberal, cattolici laici, ambientalisti - sottolinea - o diventa un'altra cosa». Franceschini, infine, aggiunge: «Io non escludo una futura alleanza con l'Udc. Ma voglio un Partito democratico che non rinuncia a competere direttamente con il Pdl, che non ha bisogno di appaltare a qualcuno la funzione di parlare con i mondi produttivi, di conquistare il voto mobile».

L'UNITA' 23 LUGLIO 2009