MAESTRE PEDOFILE: CASI GIUDIZIARI (raccolta 1997)

Una serie di articoli dal 1997 al 2003 che riguardano casi giudiziari scoppiati in varie scuole d'Italia. Le linee difensive sono le stesse di oggi, così come il tipo di abusi. Purtroppo non sappiamo gli sviluppi di questi casi, perchè non ho trovato altri articoli. Chiunque fosse a conoscenza della conclusione dei casi citati, potrà postarle tra i commenti. 
  
Una lunghissima serie di abusi in classe
 I PRECEDENTI Una lunghissima serie di abusi in classe ROMA - Desta allarme il numero delle vicende di pedofilia che negli ultimi tempi hanno avuto come protagonisti insegnanti e come scenario le aule scolastiche. Il caso del maestro di Dobbiaco arriva solo pochi mesi dopo la vicenda di Torre Annunziata dove in giugno e' stato scoperto un traffico di videocassette porno realizzate nella scuola "Parco dei poverelli". L'Associazione giudici minorili, cosi' come i neuropsichiatri infantili, rilevano che invece di essere una frontiera di prevenzione contro l'abuso, la scuola non percepisce i segnali di disagio e, spesso, preferisce addirittura "garantire il posto agli insegnanti sospettati di pedofilia". Da uno studio curato dal centro "Hansel e Gretel" nell'area torinese, emerge che su cinque casi di insegnanti accusati di abusi, uno dei quali condannato, nessuno e' stato sospeso dall'incarico. Tutti e cinque risultano trasferiti, hanno cioe' continuato a lavorare tra i ragazzi. Ecco alcuni dei casi degli ultimi due anni. Giugno '96: a Bellaria (Rimini) un insegnante di italiano di 45 anni e' arrestato per atti di libidine su 7 alunni della scuola media in cui insegna. Contro di lui anche un filmato girato in aula dai carabinieri. Sempre in giugno a Milano finisce in manette un maestro elementare. Nel luglio '96, a Lucca, viene arrestato un professore di disegno accusato di atti di libidine nei confronti di dieci alunne. Settembre '96, a Palermo, una maestra di 44 anni e' arrestata per molestie nei confronti degli alunni della scuola materna "Pascoli". Maggio '97: a Roma finisce in carcere un'insegnante di 55 anni della scuola elementare "I granai di Nerva" con l'accusa di violenza sessuale aggravata. Nello stesso mese, in provincia di Cagliari, arresti domiciliari per una maestra elementare accusata di molestare e filmare i bambini nei bagni della scuola. A Trento la polizia scopre una rete di pedofili tra i quali un vicepreside di scuola media, una maestra d'asilo e una elementare. A luglio '97 altri due casi a Cagliari: agli arresti domiciliari una maestra di scuola materna di 35 anni mentre un maestro di 50 anni di Sant'Antioco e' arrestato per aver mostrato materiale pornografico agli alunni. Ad agosto, a Mestre, manette a un maestro elementare di 46 anni per violenza sessuale su minori: nell'88, l'insegnante era stato trasferito da una scuola a un'altra per gli stessi motivi.
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(10 settembre 1997) - Corriere della Sera
 20/05/97 La maestra incriminata: "stavolta mi ammazzo" redazione Margherita D.V., 50 anni, maestra di una scuola di "Roma 70", accusata di molestie sessuali a una bimba di cinque anni, si difende disperatamente dalle accuse. L'avvocato Bruno Andreozzi, suo difensore, racconta che la vicenda è legata ad una bimba straniera che ha frequentato la scuola solo per una ventina di giorni e che si è probabilmente creato un equivoco dovuto alla difficoltà nella comunicazione con i genitori della bambina che parlano solo inglese. La donna, un anno prima, era stata prosciolta da una analoga accusa.
 
09/05/97 Maestra pedofila a scuola denunciata ma non rimossa Ambra Somaschini A Roma, in una scuola materna, i genitori si sono rivolti alle istituzioni per ottenere che una maestra accusata di pedofilia e con pesanti denunce alle spalle, venga rimossa dall'incarico cui è stata destinata. La donna, infatti, è stata riammessa a lavorare nella stessa aula in cui si sarebbero verificati i gravi episodi di violenza verso i bambini.
 Condannata a 4 anni di carcere la maestra della scuola materna Lorenzini di Taranto, accusata di aver dato un festino nella sua abitazione organizzato per scattare foto pedopornografiche. 
DOPO ROMA UN CASO A CAGLIARI
Arresti domiciliari a un' altra maestra accusata di pedofilia
Dopo Roma un caso a Cagliari Arresti domiciliari a un'altra maestra accusata di pedofilia CAGLIARI - Un'insegnante pedofila o particolarmente affettuosa nei confronti dei suoi piccoli allievi? La magistratura apre un'inchiesta e impone gli arresti domiciliari, la vox populi, invece, assolve e avanza l'ipotesi della macchinazione diabolica. A motivare la decisione del giudice, il sostituto procuratore della Repubblica di Cagliari, Valerio Cicalo', c'e' stata la denuncia di alcuni genitori: secondo loro Pasqualina P., insegnante di ruolo in una scuola materna di un piccolo centro alle porte del capoluogo, avrebbe ripetutamente abusato delle bambine affidate alle sue cure e le avrebbe anche riprese con una telecamera mentre si appartavano nel bagno della scuola. "Si tratta di un abbaglio - sostiene il legale di fiducia dell'insegnante, Gian Franco Anedda, gia' sottosegretario alla Giustizia nel governo Berlusconi - dovuto a un'evidente carenza di approfondimento dei fatti. Mi risulta che sia stata eseguita una perquisizione domiciliare alla mia assistita, ma di videocassette a luce rossa non si e' trovata traccia". Trentasei anni, ultima di quattro figli, Pasqualina P. e' sposata da sette anni con un operaio metalmeccanico; finora non ha avuto figli, e per lei cio' costituisce un dramma. Probabilmente proprio la mancanza di un suo bambino ha portato la maestra a riversare il suo affetto, forse eccessivo, nei confronti dei piccoli allievi. "Per carita' - dice la suocera - non scrivete che Pasqualina ha problemi di carattere psichico: e' una bugia che fa male a lei e a noi. Mia nuora vive solo per il marito e nessuno ha mai avuto da ridire alcunche' sul suo comportamento". Il caso di Pasqualina P., che e' agli arresti domiciliari dal giorno 8 maggio, e' simile a quello di Margherita D. V., 55 anni, ex suora, figlia di un diplomatico, insegnante alle scuole elementari "I granai di Nerva", nel quartiere romano di Grottaperfetta, anche lei accusata da un'alunna di dieci anni. Che ha riferito come, al termine delle lezioni scolastiche, fosse stata trattenuta e fatta oggetto di attenzioni e di carezze particolarmente intime. Si e' appreso ieri che l'insegnante sotto accusa, in aprile, si era rivolta a un legale perche' la tutelasse nei confronti delle dicerie che ella stessa aveva raccolto.
Zasso Gino
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(20 maggio 1997) - Corriere della Sera
 
 Pedofilia, arrestata un'altra maestra
Giovedì 03 luglio 1997
SERRENTI:Pedofilia, arrestata un'altra maestra
Secondo arresto per pedofilia nella scuola materna di Serrenti. Dopo quello di Pasquala Pianu, nel maggio scorso, il sostituto procuratore della repubblica Paolo Canepa ha ordinato gli arresti domiciliari per l'insegnante Armida Fois, 34 anni, di Serrenti. L'accusa è di aver compiuto atti sessuali nei confronti dei piccoli allievi. La stessa emessa nei confronti di Pasquala Pianu. Non si conoscono i particolari della vicenda, ma tutto sarebbe nato in seguito alle denunce presentate da alcuni genitori dei bambini. In un primo tempo, si era pensato che l'arresto di Pasquala Pianu costituisse un caso isolato, ma adesso l'inchiesta si allarga. Il direttore della scuola, Emilio Corda, sostiene di non essersi mai accorto di nulla: «Mi sembra impossibile - dice - che le maestre si siano macchiate di reati così gravi».
 VICEPRESIDE E DUE MAESTRE GESTIVANO LA RETE DEI PEDOFILI
Repubblica — 28 maggio 1997   pagina 25   sezione: CRONACA
TRENTO - Il rispettato e insospettabile vicepreside di un istituto superiore di Trento, gestiva una "rete" di pedofili, in cui erano coinvolti altri "educatori": tra questi, due maestre e un sociologo. La squadra mobile di Trento ha denunciato, in un rapporto alla Procura della Repubblica, otto persone per possesso di videocassette e giornali pornografici con dei bambini come protagonisti. Oltre ai tre insegnanti e al sociologo, nell' elenco dei denunciati figurano anche uno studente universitario, un pensionato e due operai. Agli otto non vengono per il momento contestati altri reati, e per il momento continuano la loro attività scolastica. Stando ai risultati delle indagini, che sono state affidate al Procuratore della Repubblica di Trento, Gianfranco Mafferri, non risulterebbe che abbiano commesso abusi nei confronti dei minori. Anche il materiale che è stato sequestrato nelle loro case, sia pure di fattura artigianale, non sarebbe stato prodotto direttamente da loro. Gli otto, spinti dalla stessa "passione", si sarebbero limitati ad acquistarlo all' estero ed a scambiarselo. Questo per ora. La polizia si era messa sulle loro tracce seguendo la pista di una organizzazione dedita alla produzione di materiale pornografico per pedofili, con protagonisti dei bambini.
E nelle abitazioni perquisite sono state sequestrate ben duecento videocassette e un centinaio di riviste, in cui compaiono scene pornografiche fra adulti, animali, e bambini di 8-10 anni. Si tratta di materiale proveniente per la maggior parte dalla Germania. Gli otto denunciati, che hanno età comprese fra i 20 e i 71 anni, sono: il vicepreside di un istituto superiore di Trento; una maestra di scuola elementare di Bolzano; una maestra di scuola materna di Trento; un sociologo altoatesino; uno studente universitario, un pensionato e due operai, questi ultimi tutti di Trento. La squadra mobile è giunta ad identificarli, dopo un' indagine durata un paio di mesi, perché si era insospettita da un annuncio pubblicato su "Bazaar", un giornaletto di avvisi economici gratuiti. In questo annuncio, che era anonimo ma dava l' indirizzo di un fermo-posta a Trento, l' estensore proponeva agli "appassionati del genere" lo scambio di materiale pornografico contenente scene con protagonisti dei minori. La polizia non ci ha messo molto per individuare nell' insospetta-bile vicepreside l' estensore dell' annuncio. Ha messo sotto controllo la sua corrispondenza al fermo-posta (ha controllato anche su Internet, ma senza esito), e ha potuto accertare che aveva ricevuto otto lettere, tutte dello stesso tenore. "Caro amico -scrivevano al vice preside- abbiamo gli stessi gusti, ci piacciono i bambini, e ci interesserebbe molto poter scambiare questo materiale".
Non solo. Chiedevano, con molta cortesia, se era anche possibile fare "dei prezzi modici".
la repubblica 1997
 
 - Bari, 12 nov. - Gravina di Puglia: arrestata insegnante di una materna. Responsabile di aver indotto ad atti sessuali alcuni alunni di 4 anni. . - Con altre due persone, un bidello ed un'altra maestra, l'insegnante e' stata denunciata anche per reati a sfondo pedopornografico. Alla donna, 41enne nubile, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Secondo l'accusa, gli atti sessuali sarebbero avvenuti in classe, durante le proiezioni di filmati didattici sulla nascita dell'uomo, quando la maestra avrebbe fatto spogliare e toccare fra loro i bambini. Il bidello avrebbe anche fotografato i piccoli e nel corso delle perquisizioni eseguite dai carabinieri e' stata sequestrata l'attrezzatura per le riprese e materiale ora al vaglio degli investigatori. Chi si sottraeva alla lezione "particolare" veniva punito o minacciato di "totto'", botte che almeno un bambino ha ammesso di aver subito mentre un altro, che non si era voluto spogliare, sarebbe stato cacciato dall'aula e lasciato nel corridoio vicino al bagno. Le indagini, avviate dopo i sospetti di alcuni genitori che avevano notato strani comportamenti dei figli, si sono concretizzate quando il bidello della scuola materna ha trovato in modo casuale la telecamera nascosta dai carabinieri, e l'ha fatta sparire, ma ormai la polizia giudiziaria aveva gia' raccolto le dichiarazioni dei bambini in presenza dei loro genitori. L'inchiesta e' stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Lidia Deiure ed il provvedimento restrittivo e' stato disposto dal gip presso il Tribunale di Bari, Michele Parisi.
 
da "I labirinti della pedofilia", di Gloria Persico
aquilone  blu :
 
La maestra cattiva
La mamma di Maria (4 anni), aveva notato che le mutandine di sua figlia spesso erano gialle, e non era pipì. La pediatra aveva affermato che si trattava dì una infezìone vaginale: aveva prescritto dei bagnoli e aveva consigliato di comprare alla bambina delle mutandine più chiuse e di impedirle di sedersi a terra.
Un giorno la mamma vede Maria armeggiare con un pennarello fra le gambe, dopo essersi abbassata le mutandine. La sgrida dicendole che fa male a fare quel gioco, perché certamente è stato causa delle sue mutandine sporche. Maria ribatte che quel gioco glielo ha insegnato la maestra e che quindi si può fare. La mamma impietrita non dice più una parola, ma si mette in contatto con le altre mamme, poiché i bambini in quella classe della materna sono soltanto dodici. Le mamme si riuniscono e si accordano sul modo migliore per interrogare i propri figli. La situazione viene ricostruita: la maestra accompagnava i bambini in bagno e "giocava " su di loro con pennarelli ed altri oggetti. La denuncia fu fatta alle forze dell'ordine dai genitori dei bambini che si costituirono, in un'unica istanza, parte civile.La Pedofilia e l'incesto nelle donne
  
Scandalo a Dobbiaco, in Val Pusteria: l' insegnante verrebbe ora accusato anche da ex allievi ormai diventati grandi
Pedofilia: in cella il maestro del paese
L' uomo, 52 anni, e' sospettato per una quarantina di casi di violenza sugli scolaretti
 Scandalo a Dobbiaco, in Val Pusteria: l'insegnante verrebbe ora accusato anche da ex allievi ormai diventati grandi Pedofilia: in cella il maestro del paese L'uomo, 52 anni, e' sospettato per una quarantina di casi di violenza sugli scolaretti Lui nega tutto e parla di colleghi invidiosi arrivando a ipotizzare una congiura politica di paese
 
DOBBIACO (Bolzano) - Maestro elementare e, secondo l'accusa, pedofilo: i carabinieri lo hanno arrestato l'altra sera nella casa dove vive con l'anziana madre e lo hanno portato in carcere a Bolzano. I magistrati gli contestano addebiti pesantissimi: sarebbero una quarantina i bimbi violentati dall'insegnante nel corso degli anni. Lui, Manfred Hackhofer, probabilmente temeva da tempo che si potesse arrivare all'arresto: il suo nome era sulla bocca di tutti. Da mesi i carabinieri stavano interrogando i suoi colleghi insegnanti, i suoi scolari, i loro genitori e persino alcuni suoi ex allievi ormai diventati grandi. Per quanta discrezione cercassero di usare, per quanta riservatezza i militari raccomandassero alle persone interrogate, le voci sull'inchiesta e i sospetti sul maestro erano divenuti di pubblico dominio tra i 3.200 abitanti di Dobbiaco, piccolo centro agricolo della Val Pusteria che vive soprattutto di turismo. Cosi' Manfred Hackhofer, scapolo cinquantaduenne, da piu' di vent'anni insegnante nella scuola elementare del suo paese, gia' a Pasqua aveva lasciato la scuola dandosi malato, in evidente stato di stress psicologico. Tanto piu' che la notizia era arrivata anche ai giornali locali di lingua tedesca. Il suo nome non era stato mai fatto pubblicamente, ma Hackhofer era stato persino "intervistato". Lui si era difeso negando tutto e attribuendo quello che gli stava capitando a una imprecisata congiura ordita ai suoi danni da colleghi invidiosi, forse - aveva lasciato intendere - si trattava persino di una manovra politica paesana. Del resto a Dobbiaco Manfred Hackhofer non era uno qualsiasi. Non solo perche' maestro del paese, ma anche perche' attivissimo nella vita sociale locale, dalla parrocchia alla politica, sino alle associazioni di volontariato per l'assistenza agli anziani. Lo racconta incredulo anche il sindaco Bernhard Mair, uno dei pochi che in qualche modo accettano di parlarne. "La voce delle indagini si e' diffusa subito - racconta il sindaco - e il paese si e' naturalmente diviso: c'e' chi dice che da sempre aveva sentito delle chiacchiere, altri che parlano di una montatura. Ma se davvero chiacchiere ci fossero state allora avrei finito per sentirle anch'io. Invece non ho mai sentito nulla e il maestro era per tutti una persona stimata e molto impegnata nella vita del paese". Sara' anche come dice il sindaco, ma per il procuratore Franco Paparella i casi di violenza sessuale ai danni di minori, su cui sono state raccolte diverse testimonianze, sarebbero addirittura una quarantina. E non si esclude che possano essere di piu' se altri testimoni dovessero decidersi a parlare. Sono casi che risalgono anche a parecchi anni orsono, da quando il maestro Hackhofer ha incominciato a insegnare a Dobbiaco. Casi che per la Procura configurano una chiara continuita' di reato. In questo caso, pero', l'aspetto incredibile della vicenda, che per molti versi resta da chiarire, e' come sia stato possibile che tutto questo accadesse senza che qualcosa trapelasse, senza alcuna denuncia nei confronti dell'insegnante. Bisogna cioe' capire quali meccanismi psicologici e sociali siano scattati nelle persone coinvolte, vittime forse del clima di paura se non quasi di omerta' che si puo' instaurare in un paese di montagna, tanto piu' quando si ha di fronte una persona ritenuta importante nella vita locale. L'inchiesta e' partita invece solo di recente, dopo la denuncia - presentata all'inizio dell'anno - da una collega di Manfred Hackhofer: la donna aveva raccontato di aver visto a scuola l'uomo riservare attenzioni particolari a un bambino. Il tutto si e' inserito in un filone d'indagini molto piu' vasto: alla fine dell'anno scorso a Brunico, non lontano da Dobbiaco, era stato arrestato per pedofilia un cuoco di 33 anni, Helmuth Mair.
Visentini Toni
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(10 settembre 1997) - Corriere della Sera