La strage di Viareggio, i bambini bruciati e l'ottusa cattiveria del Decreto Sicurezza

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di Roberta Lerici

Fra tutte le parole, il cordoglio a profusione, le visite sui luoghi dei disastri,  a colpire al cuore sono le singole storie umane, quelle delle vittime di tragedie che ormai nessuno chiama più fatalità. Tanti gli incidenti ferroviari denunciati, tante le carenze nella sicurezza denunciate  dagli stessi ferrovieri, tante le stragi sfiorate per un soffio. Eppure tutto va avanti senza che accada nulla, fino alla prossima tragedia. Così oggi, mentre il governo pone la fiducia sul Decreto Sicurezza, vorrei parlare dei bambini extracomuinitari che, insieme a quelli italiani, sono morti nella tragedia di Viareggio e che vivevano fianco a fianco in un quartiere popolare, perchè le loro famiglie non erano benestanti. Vorrei parlare di Hamza, sedicenne che è morto per salvare la sua sorellina Iman di due anni, che però stanotte è morta. Vorrei parlare di quella bambina con ustioni sul 90 per cento del corpo di cui nessuno sa il nome, morta in ospedale, sola. Vorrei parlare di questo Decreto Sicurezza  che umilia gli esseri umani, e l'intelligenza, quando propone di non dare assistenza medica ai clandestini. Nascerà una sanità parallela, a spese dei più poveri,  gestita da personaggi oscuri e potranno anche diffondersi malattie che nessuno potrà fermare.

E gli insegnanti che dovranno denunciare gli studenti irregolari? Questo creerà abbandono scolastico, decretando la fine dell'integrazione per molti bambini. LA NORMA SUI "PRESIDI SPIA ", già bocciata dal parlamento nei mesi scorsi, è stata reinserita sotto un'altra veste.Attraverso il controllo del codice fiscale , infatti, l'agenzia delle entrate potrà sapere quali studenti siano irregolari. Di fatto, le scuole inviano i codici fiscali degli alunni all'agenzia delle entrate, e un giorno, forse,  la polizia potrebbe presentarsi a scuola per notificare l'espulsione dello studente irregolare.

E' davvero questo il destino che meritano tanti bambini incolpevoli? Questi piccoli eroi che ogni giorno devono lottare per sopravivere, spesso non riuscendoci? Volevano questo gli elettori della Lega e del PDL, quando hanno inondato di voti questi uomini politici? Si professano cattolici gli elettori del PDL e della Lega? Si professano cristiani? Sono domande che sorgono spontanee, di fronte a tanta ottusa cattiveria.

Autore Roberta Lerici-1 luglio 2009.www.bambinicoraggiosi.com

di seguito, i motivi per cui secondo l'opposizione le tre norme su cui il governo ha chiesto la fiducia, violano la Costituzione:

Decreto sicurezza. Reato di ingresso e soggiorno irregolare, accordo di integrazione, divieto di matrimonio, prolungamento del trattenimento e ronde: per l’opposizione violano la Costituzione.
Esposte ieri, ad un’Assemblea distratta e probabilmente in attesa del voto finale sulla fiducia, le questioni pregiudiziali di legittimità costituzionale del ddl 733 B.

Ieri in Senato è iniziata l’ultima manche sul Decreto sicurezza con l’opposizione determinata a far valere numerose questioni pregiudiziali di costituzionalità. Oggi è previsto il primo voto sul quale, già in questa fase, il Governo potrebbe porre la fiducia.
La norma più bersagliata è stata il reato di ingresso e soggiorno irregolare nel territorio dello Stato che per il sen. D’Alia (UdC) viola il principio di eguaglianza e, “poiché il codice di procedura penale costringe i pubblici ufficiali o gli incaricati di pubblico servizio a denunciare ogni ipotesi di reato, l'introduzione di questo reato spingerà all'invisibilità centinaia di migliaia di persone, aggravando i problemi anziché risolverli”. Per il sen. Li Gotti (IdV) il nuovo reato si pone in palese contrasto con l'articolo 81 della Costituzione, in ordine alla mancata copertura finanziaria. Secondo il capogruppo dell’IdV, “È un autentico falso ideologico quello prospettato dal Ministero dell'Interno nella relazione tecnica al ddl sicurezza” commesso per far rientrare nelle previsioni la spesa che lo Stato dovrà sostenere per svolgere i processi contro imputati per ingresso e soggiorno illegale. Per Li Gotti la stima dei soggetti astrattamente interessati da questo reato non può essere di 57.660 soggetti quando lo stesso Viminale, nel primo rapporto sugli immigrati in Italia, stimava in oltre 760.000 i soggiornanti irregolari. “Visto che per ogni processo si stima una spesa di 650 euro - continua Li Gotti - e la copertura finanziaria complessiva attualmente prevista è di circa 30 milioni di euro, per poterci rientrare è stata fatta una semplice divisione arrivando a poco più di 57 mila ingressi e soggiorni illegali”. “Se si fossero considerati i reali 760.000 immigrati illegali, invece, occorrerebbero centinaia di milioni di euro. Il governo, insomma, ammaestra i dati per sostenere che esista la copertura finanziaria”.
Per Della Monica (PD) la previsione per cui l'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola non possa comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità viene di fatto resa nulla dalla previsione dell'obbligo per i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio di denunziare reati procedibili d'ufficio, quale è, appunto, quello di clandestinità introdotto con il provvedimento in esame. Allo stesso modo, il subordinare la possibilità di perfezionare gli atti di stato civile (come la registrazione della nascita e il riconoscimento del figlio naturale) al possesso di documenti regolari determina un'indebita limitazione dei diritti della persona e rappresenta una violazione degli articoli 2, 3, 29, 30 e 31 della Costituzione, senza considerare che, anche in questo caso, l'ufficiale di stato civile ha l'obbligo di denunciare d'ufficio chi si rende colpevole del reato di clandestinità.
Secondo la sen. Garavaglia (PD) l’introduzione del reato di immigrazione clandestina da un lato e la previsione che le prestazioni scolastiche non richiedono, da parte del cittadino straniero, l'esibizione di un documento identificativo e del permesso di soggiorno, sono contraddittorie in quanto stante gli obblighi di denuncia che ne derivano per i pubblici ufficiali pongono gli operatori scolastici di fronte alla scelta fra una contravvenzione alla legge, che sarebbe in ogni caso condannabile, e la denuncia alle autorità dello straniero irregolare che ha tentato di iscrivere il proprio figlio alla scuola dell'obbligo.
Per il sen. Incostante (PD) è contraria alla Costituzione la norma che stabilisce l'obbligo per il cittadino straniero di esibire il permesso di soggiorno anche per i provvedimenti inerenti agli atti di stato civile o all'accesso ai pubblici servizi, precedentemente esclusi dalla normativa. Tali norme determinano di fatto una serie di paradossi e di aberrazioni giuridiche e sociali, violando diritti fondamentali, di cui agli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione, come quello di contrarre matrimonio o quello di registrare le nascite.
Secondo il sen. Maritati (PD) è incostituzionale la norma che introduce un «accordo di integrazione» per ottenere e mantenere il permesso di soggiorno in quanto appare incompatibile con la riserva di legge, sancita dall'articolo 10 della Costituzione, in materia di disciplina della condizione giuridica dello straniero, mentre la norma rinvia ad un regolamento governativo la determinazione dei criteri sulla base dei quali si dovrà compiere la valutazione dell'amministrazione pubblica in ordine al suddetto grado di integrazione dell'immigrato. Tale valutazione non potrà che essere discrezionale e arbitraria
Sul prolungamento dei termini del trattenimento fino a sei mesi è intervenuto il sen. Carofiglio (PD) per il quale l'estensione della durata della detenzione nei CIE nei casi di mancata cooperazione al rimpatrio del Paese terzo interessato o per altri ritardi burocratici, viola il diritto fondamentale, sancito all'articolo 3 della Costituzione, dell'eguaglianza e della pari dignità sociale dinanzi alla legge. Tale previsione non è giustificata dalla Direttiva comunitaria n. 115 del 2008, cui ha fatto richiamo il Governo, perché in essa si prevedeva un'adeguata graduazione delle misure da applicare e il ricorso ad altre soluzioni meno coercitive in alternativa alla detenzione.
Sul tema “ronde” il sen. Casson (PD), dopo aver rilevato che il testo appare come un voto di scambio con il Gruppo della Lega Nord che ha acconsentito all'approvazione dell'iniquo disegno di legge in materia di intercettazioni, ne rileva l'incostituzionalità in quanto si attribuiscono di fatto a privati, senza seri controlli, compiti di gestione della sicurezza e di esercizio della forza a tutela della sicurezza e dell'incolumità dei cittadini che istituzionalmente competono alle Forze dell'ordine. Inoltre, nonostante sia stato esplicitato nel nuovo testo della norma che tali gruppi di cittadini debbano essere disarmati, le previsioni restano ambigue e non ne sanciscono il carattere non violento.
(R.M.)

immigrazione oggi 1 luglio 2009