Strage Viareggio, il sacrificio dei bambini: le ultime vittime Iman e Lorenzo morti a soli tre anni

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L'APOCALISSE DI VIAREGGIO /16 MORTI
Matteoli: "Sicurezza? I fondi non sono pochi"

Mentre si cercano ancora i dispersi si contano le due ultime vittime di 3 anni e due anni e mezzo. La bambina marocchina era stata strappata dalle fiamme dal fratello di 17 anni morto asfisiato. Trecento gli sfollati che hanno trovato alloggio in alberghi e case di amici

Viareggio, 1 luglio 2009 - La 15esima e la 16esima vittima della strage di Viareggio sono due bambini. A Roma all'ospedale Bambin Gesù questa mattina è morta Iman Hamza di soli 3 anni, che era stata strappata dalle fiamme grazie al sacrificio del fratello di 17 anni che poi è morto asfisiato. La bambina, che era originaria del Marocco, aveva ustioni nel 90 per cento del corpo.

Ma la cronaca di questa mattina fa registrare anche una seconda straziante morte: al nosocomio Meyer di Firenze ha smesso di respirare Lorenzo, un bimbo di 2 anni e mezzo che era stato ricoverato ieri in condizioni disperate. I genitori sono ricoverati uno a Padova e uno a Pisa.
 
Intanto proseguono le ricerche dei dispersi, forse due. I vigili del fuoco e i volontari della protezione civile hanno lavorato tutta la notte grazie alla luce dei gruppi elettrogeni anche per mettere in sicurezza la zona. La notte e' trascorsa tranquilla per i circa 300 abitanti allontanati per precauzione dal quartiere e ospitati in case di amici, alberghi messi a disposizione dal Comune, nella palestra di una scuola dove e' stata allestita anche una mensa, o nella tendopoli alzata davanti al Comune.
 

Chi abita nella 'zona rossa', confermano dalla protezione civile, non potra' tornare nelle proprie case fino a quando il gas che si trovava nei vagoni cisterna non sara' stato travasato completamente.

Quotidiano.net 1 luglio 2009

"Qui sei al riparo", muore carbonizzato
Luca, 4 anni, trovato in auto: ore prima di identificarlo. La famiglia è decimata

di Maria Novella De Luca
«Dove sono mamma, papà, Luca e Lorenzo? C´erano le fiamme, il fumo». Poco possono le carezze della zia di fronte agli occhi di un bimbo di 8 anni, Leonardo. Ricoverato nel reparto di pediatria dell´ospedale della Versilia, rimasto intrappolato per ore in un angolo della sua casa mentre Stefania e Marco, la mamma e il papà, venivano travolti dalle fiamme insieme a Luca, il fratello di 4 anni, bruciato vivo nell´automobile dove i genitori avevano cercato invano di dargli riparo.

É passata da poco la mezzanotte quando alla stazione di Viareggio si scatena l´inferno. Il fuoco dopo la prima esplosione già lambisce le case. Marco Piagentini è con la moglie Stefania e i tre bambini, Leonardo di 8 anni, Luca di 4 e Lorenzo, l´ultimo arrivato, di 17 mesi. Marco capisce che la situazione è grave, il fumo già brucia i polmoni. Insieme a Stefania, disperatamente, cerca di salvare i bambini. Il primo che portano fuori è Luca, lo mettono in macchina pensando che lì sarà al sicuro… Invece quell´auto diventerà per Luca una trappola, morirà assalito dal fuoco e per ore i soccorritori cercheranno di dare un volto e un nome ai suoi poveri resti carbonizzati.

Il fronte del fuoco è sempre più vasto. Marco e Stefania tornano indietro a prendere Leonardo e Lorenzo. Una corsa disperata ma è troppo tardi, Stefania e Marco non riusciranno a raggiungerli: la seconda esplosione li travolge, li riduce in fin di vita per le ustioni. «Correte, ci sono gli altri figli, cercate ancora, cercate in casa». E´ un ambulante della zona che guida i soccorritori, è lui, Salvatore, a insistere perché vadano a salvare quei bimbi che nella strada sulla ferrovia conoscono tutti. Lorenzo, il più piccolo, viene estratto vivo dalle macerie ma è gravissimo e ricoverato in condizioni disperate all´ospedale Meyer di Firenze.

Soltanto ore dopo, e grazie all´aiuto di un labrador, viene ritrovato anche Leonardo Piagentini, al piano di sopra, nel suo letto, nel buio della paura e delle rovine di quella che era la sua stanza di giochi. Il fuoco si è fermato o forse un materasso l´ha protetto. Leonardo è salvo, sotto choc, ma salvo.

E sono tutte negli occhi di Leonardo, nella sua paura infinita, le storie dei bimbi del rogo di Viareggio. Imam, 3 anni, gravissima, (ndr: è morta nella notte) il cui fratello Hamza, di 17 anni, è morto buttandosi nel fuoco per salvarla; Ludovico, di 17 mesi, che per fortuna ce l´ha fatta grazie alla prontezza del padre, che ha portato lui e la moglie nella mansarda, proteggendoli dal fronte del fuoco. I "bambini della ferrovia", le cui case si affacciano vicine, troppo vicine a quei binari dove i treni passano facendo scintille e i vetri tremano, case basse, umide e malconce come quella di Imam Ayad, bimba marocchina dagli occhi grandi e scuri, case migliori come quella di Ludovico, che Imam la vedeva dalla finestra, e le faceva ciao con la mano. Insieme alla zia un´intera équipe di psicologi si alterna accanto al letto di Leonardo, provando a spezzare il suo incubo, di un bimbo che non sa ma di certo immagina che non rivedrà più né Luca né la mamma, Stefania.

E per il padre Marco e per Lorenzo, il terzo fratello, la situazione è critica, le speranze poche. Ed è proprio nella storia della famiglia Piagentini, due genitori e tre figli, che si condensa la tragedia di questo rogo assurdo. Per adesso manca all´appello manca soltanto Luca, la piccola Iman è in rianimazione all´ospedale Bambin Gesù di Roma, e di diversi altri bambini nella lista dei "gravissimi" non si conosce ancora né la prognosi né il destino.

Ieri della vita dei «bambini della ferrovia» restavano accanto ai binari alcuni peluche di Winnie Poo, uno Shrek, zainetti, libri e quaderni. Simboli anneriti di un futuro rubato. Come quello di Luca, la cui morte è davvero un simbolo tragico. "Erano una famiglia come tante - racconta Caterina, una dei sopravvissuti che li conosceva bene - tre figli e un po´ di fatica per andare avanti. Alla loro casa ci tenevano, anzi i bambini si divertivano a veder passare i treni... Treni maledetti", conclude.
(La Repubblica 01 luglio 2009)