Viareggio,Hamza, 17 anni amava il mare e il calcio "E' morto per salvare la sorellina di 2 anni"

 

 

(foto Vigili del fuoco)

 La storia di un ragazzo di origine marocchina che abitava vicino alla stazione
Nella tendopoli, il racconto di una coppia che è fuggita per i tetti

il video

Trenitalia: numero verde 800 892021.

dal nostro inviato MAURIZIO BOLOGNI
VIAREGGIO - Amava il mare e il calcio, Hamza aveva solo 17 anni ed è morto per salvare la sua sorellina di due anni. Lei è uscita viva dalla casa. Lui no". Così racconta un compagno di scuola del giovanissimo cittadino marocchino morto nella sua abitazione crollata, dove viveva con i genitori, una sorella di 20 anni e la piccolina. "Abbiamo frequentato insieme il primo anno dell'istituto nautico, lui era un ragazzo bravissimo, timido, generoso" ricorda l'amico. "Tifava Milan e giocava nelle giovanili del Camaiore. Ieri notte erano tutti in casa, dietro alla stazione, quando è scoppiato il finimondo. Bruciava ogni cosa.

 

Hamza ha girato da una camera all'altra per cercare di acchiappare la sua sorellina e trascinarla in salvo. Ma c'era troppo fumo. E' svenuto. E mentre gli altri sono riusciti in qualche modo ad uscire, nessumo a potuto far qualcosa per salvare lui. Hamza è morto lì. Io non lo dimentichero".

"Siamo scappati sul tetto". "Abbiamo sentito il rumore del treno che deravagliava, un botto. Abbiamo provato ad uscire ma un'ondata gelida di gas alle gambe ci ha rispedito indietro. Siamo rientrati e saliti al primo piano. Allora è scoppiato tutto. Ma siamo riusciti a scappare sui tetti mentre blocchi di cemento incandescente ci volavano vicino".

Così racconta, fuori dalla tendopoli di piazza del municipio, Adriana Cosci, che col marito Paolo Crivello viveva in un terratetto in via Ponchielli 30. "Non so cosa sia rimasto della nostra casa, quando siamo scappati era tutta crepata, di sicuro sono inceneriti i nostri mezzi a motore: una Kia, una Smart, due scooter. Pazienza, non è niente in confronto a quello che abbiamo visto. Ci siamo salvati grazie a quell'ondata gelida che ci ha investito alle gambe quando abbiamo provato ad uscire - aggiunge Adriana Cosci - Abbiamo pensato che era menglio rientrare, salire al primo piano. E' li che ci hanno investito le esplosioni, una potente e altre meno.
Siamo usciti in terrazza. Attaccandoci all'antenna della televisione ci siamo arrampicati su un tetto. Abbiamo camminato un po' sulle tegole. Dal cielo piovevano blocchi incandescenti che ci hanno sfiorato ma per fortuna senza colpirci. Nella fuga ho perso un scarpa, il cellulare è rimasto acceso in casa. Siamo ridiscesi in strada in una zona che sembrava tranquilla. Che orrore. Ho visto un poveretto che gridava, tutto ustionato, ripiegato dentro un grande catino pieno di liquido nel quale lo avevano messo i soccorritori. Un film da non credere, abbiamo pensato ad un attacco terroristico".

(La Repubblica 30 giugno 2009)

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Sale quindi a 17 il numero delle vittime secondo i Vigili del Fuoco.