Il terremoto disegnato dai bambini: inviate i vostri disegni a L'Espresso

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Il terremoto è stato una cosa davvero brutta e a me dispiace. Le persone rimaste senza casa sono tristi perché hanno perso tutto. Ci sono, invece, altre persone che sono state salvate dai pompieri. Io ai pompieri voglio molto bene

 di Angiola Codacci Pisanelli

La tragedia dell'Aquila è rimasta impressa per sempre nella memoria dei nostri figli. Per questo vogliamo raccogliere i loro racconti per immagini, contro la paura della terra che trema. Mandateci i disegni e i racconti dei vostri bambini La terra che trema all'improvviso, il senso di vertigine, l'insicurezza che dura anche quando la scossa è passata. E il giorno dopo le immagini in televisione: case e palazzi distrutti, feriti, lacrime. L'ansia per le persone che sono rimaste sepolte vive, la corsa per estrarle in tempo dalle macerie. E poi le bare allineate per i funerali: grandi e piccole, tragicamente piccole. Anche chi non è stato colpito direttamente dal terremoto dell'Aquila, anche chi - com'è successo a Roma - nella notte del 6 aprile ha sentito solo un tremito lontano, oppure neanche quello, è stato colpito dal terremoto. Sono cose che impressionano i grandi - quei grandi che hanno vissuto, da vicino o da lontano, i terremoti del Belice o del Friuli, dell'Irpinia o dell'Umbria -, figuriamoci i bambini. La tragedia dell'Aquila si è impressa in modo indelebile nella memoria dei bambini di oggi.

Molti di loro in questi giorni hanno disegnato immagini del terremoto: per conto proprio o a scuola, dove molti insegnanti hanno chiesto ai piccoli alunni di raccontare e di disegnare la paura di quella notte e dei giorni successivi, per aiutarli a dare sfogo a quello che rischiava di rimanere un grumo di terrore senza nome. Lo hanno fatto le maestre Lara Bolognesi e Marina Iannelli della Scuola V.H. Girolami di Roma: i disegni e i testi di questa gallery sono quelli dei bambini della II D. Sono disegni bellissimi: il sole nero di Linda, le case di Tommaso che sembrano volti devastati dalla paura, i pompieri di Lorenzo, che con le loro manone a forma di fiore salvano un bambino. O si disegna o si scrive: colpisce che a disegni più toccanti corrispondano testi meno espansivi. Ma con le parole o con il disegno, le emozioni trovano sfogo. E anche ora che è passato più di un mese, l'emozione continua. Per questo vi invitiamo a chiedere ai vostri figli un disegno e un testo sul terremoto, e di mandarlo al nostro sito.
la repubblica 5 giugno 2009

SPEDITE VIA UGC TESTI E DISEGNI DEI VOSTRI BAMBINI (Max 4.000 KB) link (vi appare il modulo per registrarvi al sito de l'Espresso per poi inviare il disegno)

Galleria fotografica
http://espresso.repubblica.it/multimedia/6246338/

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