Camera, Passa DDL Intercettazioni:IDV Striscioni in aula: «buffoni»

http://www.uonna.it/aula-sorda-grigia.jpg

«È la morte della democrazia» Per la Federazione Nazionale della Stampa è incostituzionale.

Via libera della Camera a scrutinio segreto al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Il provvedimento, che passa ora all’esame del Senato, è stato approvato con 318 sì, 224 no e un astenuto. Dopo poco meno di un anno dalla sua presentazione, arriva così al primo giro di boa parlamentare il Ddl con la `stretta´ sulle intercettazioni e sul loro uso, fortemente voluto dal presidente del Consiglio e altrettanto fortemente osteggiato dall’opposizione. Numerose le proteste. 

Gli esponenti dell’Idv nell’aula della Camera innalzano cartelli con scritto “Buffoni, buffoni”, contro il ddl intercettazioni.Di fronte agli striscioni con scritto a lutto «È la morte della democrazia» sono partiti vari insulti dai banchi della maggioranza verso i deputati dipietristi. Il clamore è terminato quando i commessi hanno rimosso i cartelli.

L’APPELLO

La Fieg (federazione degli editori dei giornali) e la Fnsi (il sindacato dei giornalisti) rivolgono congiuntamente, «al Parlamento e a tutte le forze politiche un rinnovato appello ad evitare l’introduzione nel nostro ordinamento di limitazioni ingiustificate al diritto di cronaca e di sanzioni sproporzionate a carico di giornalisti ed editori». Tali limitazione, per Fieg ed Fnsi, «violerebbero il fondamentale diritto della liberta’ d’informazione, garantito dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Gli editori e i giornalisti concordano sulla necessita’ che sia tutelata la riservatezza delle persone, soprattutto se estranee alle indagini, ma non possono accettare interventi che nulla hanno a che vedere con tale esigenza e che porterebbero ad un risultato abnorme e sproporzionato: limitare, e in taluni casi impedire del tutto, la cronaca di eventi rilevanti per la pubblica opinione, quali le indagini investigative». «</p><p>Allo stesso effetto di limitazione della liberta’ di informazione portano le previsioni del disegno di legge che introducono anche sanzioni detentive nei confronti dei giornalisti e la responsabilita’ oggettiva a carico degli editori, che verrebbe ad aggiungersi in modo confuso a quella del direttore di giornale. E’ necessario salvaguardare il diritto di cronaca e di libera informazione, tutelare la funzione della stampa e del giornalista, assicurare il diritto dei cittadini a sapere. Gli editori e i giornalisti italiani -concludono Fieg ed Fnsi- si appellano al Parlamento, alle forze politiche e sociali e all’opinione pubblica affinche’ vengano introdotte nel ddl Alfano, su questi limitati ma decisivi aspetti, le correzioni necessarie alla tutela di valori essenziali per la democrazia».

  11 giugno 2009