Decreto Terremoto, Bocciati tutti gli emendamenti: Fondi seconde case e centro storico a rischio

 

 

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Terremoto, la Commissione Ambiente boccia gli emendamenti al decreto

Bocciati, tra gli altri emendamenti, la maggiore copertura finanziaria della zona franca urbana; il rimborso totale delle seconde case nei centri storici; i fondi e norme specifiche per il centro storico dell’Aquila; la compensazione dei mancati introiti fiscali degli enti locali; le maggiori garanzie per gli espropri dei terreni su cui costruire le case antisismiche.

Pezzopane e Cialente promettono battaglia e chiedono più fondi: «E’ in ballo il futuro della nostra terra»

di Claudio Fazzi
L'AQUILA (11 giugno) - La brutta notizia arriva a tarda sera: la Commissione Ambiente della Camera ha bocciato tutti gli emendamenti al decreto Abruzzo. La presidente della Provincia, Stefania Pezzopane promette: «Sarà un fine settimana di fuoco». Il parlamentare dell’Udc Pierluigi Mantini inizia per protesta uno sciopero della fame, a staffetta, insieme a un gruppo di cittadini e amministratori abruzzesi fino all’approvazione del decreto alla Camera.

Via libera, dunque, della Commissione Ambiente al decreto Abruzzo, che andrà in aula lunedì per la discussione generale e da martedì sarà al voto. Nella seduta di ieri sera della Commissione, la maggioranza ha ritirato tutti i propri emendamenti, mentre le opposizioni hanno scelto di “segnalarne” circa cinquanta che sono stati messi al voto e bocciati.

Il testo, dunque, non è stato finora modificato rispetto a quello uscito dal Senato anche se non sono da escludersi limature durante l’esame in aula. In particolare, nel governo, si discute ancora della questione della copertura delle spese di ricostruzione delle seconde case.

L’opposizione ricorda come il premier nella conferenza stampa del 29 maggio avesse assicurato che sarebbe stata coperta con un aggiustamento al decreto. Il relatore Roberto Tortoli dice che «la partita è ancora aperta». L’opposizione, però, va all’attacco. «Vedremo - spiega il responsabile Ambiente del Pd, Ermete Realacci -, ma al momento quello che ha detto Berlusconi è stato smentito dalla sua maggioranza in Commissione».

Bocciati, dunque, tra gli altri emendamenti, la maggiore copertura finanziaria della zona franca urbana; il rimborso totale delle seconde case nei centri storici; i fondi e norme specifiche per il centro storico dell’Aquila; la compensazione dei mancati introiti fiscali degli enti locali; le maggiori garanzie per gli espropri dei terreni su cui costruire le case antisismiche.

«Sono ore determinanti per L’Aquila - afferma la Pezzopane -. La Camera ha nelle mani il futuro della nostra terra. Per questo reclamiamo attenzione: siamo disposti a lanciare azioni forti». Preoccupazione anche per le scuole (Pezzopane: «Non c’è copertura finanziaria») e per i Comuni esclusi dal “cratere”. Il governatore Gianni Chiodi, invece, prova a tranquillizzare gli amministratori aquilani assicurando che «i fondi ci sono».

Ma il sindaco Massimo Cialente non si accontenta delle parole e tuona: «La ricostruzione non si fa con il “Gratta e vinci”». Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, infine, assicura che se il decreto non verrà modificato, si potrà comunque intervenire con le ordinanze e che la ricostruzione pesante «non potrà cominciare prima della fine dell’anno».

Mentre sindaci e amministratori spostano per un giorno la battaglia sul decreto a Roma, da Bruxelles arriva la buona notizia che l’Europa potrebbe stanziare 500 milioni di euro per la ricostruzione, attingendo dal fondo di solidarietà. La proposta sarà esaminata dall’esecutivo comunitario entro un mese, comunque prima della pausa estiva.

il messaggero 11 giugno 2009