Pedofilia, Torino: filmavano abusi sul figlio e tre amichette.Genitori condannati

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  TORINO 06/06/2009 - Giocava al “dottore” con il figlioletto di 7 anni e con le sue amichette. Giocavano tutti assieme nella cameretta del bambino. Il dottore “visitava” i piccoli pazienti, li accarezzava nelle parti intime. Poi una bambina ha parlato, si è confidata con la mamma e le ha spiegato che quel gioco le dava «un po’ fastidio». Ha raccontato che il papà del suo compagno di classe le infilava la mano nelle mutandine e la accarezzava «da dietro fino davanti». La mamma si è rivolta alla polizia, la polizia ha cominciato a indagare. Ha piazzato “cimici” in casa dell’uomo, ha catturato dialoghi e conversazioni compromettenti. Poi è entrata in azione e ha arrestato il “finto dottore”, che nella vita di tutti i giorni fa l’esperto di informatica e ha poco più di 50 anni. Ieri mattina l’uomo è stato condannato a 8 anni e dieci mesi di reclusione, in abbreviato, per violenza sessuale su minori. Una pena più lieve è stata inflitta alla moglie dell’informatico, condannata a 4 anni e due mesi di carcere: la donna avrebbe «tollerato, favorito, agevolato e non impedito» gli abusi del marito sul figlio e sulle sue compagne di scuola. La sentenza è stata pronunciata dal gup Claudio Ferrero, a rappresentare l’accusa in aula c’era il pubblico ministero Pietro Forno.

La prova inequivocabile che marito e moglie fossero responsabili degli abusi sui bambini (quattro in tutto, compreso il figlio di 7 anni nel frattempo affidato come tutela legale all’avvocato Michele Polleri) la polizia l’ha trovata all’interno del personal computer dell’uomo. Lì dentro, infatti, c’erano migliaia di immagini pedopornografiche: bambini nudi, altri ripresi sotto la doccia, altri ancora costretti a osservare l’informatico mentre palpa e bacia il seno della moglie. Immagini forti, chiare, inequivocabili. Immagini che, una volta scoperte dalla polizia, hanno convinto l’uomo a fare prime e importanti ammissioni. «Sì, erano carezze - ha spiegato a un certo punto agli agenti -, ma senza malizia. Non è come pensate». La polizia ha pensato invece che quelli fossero abusi belli e buoni. Abusi sessuali nei confronti di minori, almeno 4 bambini. Altri minori immortalati dalle foto scattate dalla coppia non sono stati invece riconosciuti. Il sospetto della polizia, tuttavia, è che le vittime fossero molte di più.

Dopo quattro mesi di indagini, in ogni caso, ai polsi dell’uomo sono scattate le manette, mentre la moglie è stata denunciata a piede libero. Ieri mattina, infine, la severa condanna nei confronti di entrambi.

Giovanni Falconieri cronaca qui 6 giugno 2009