TERREMOTO/L'AQUILA, TENSIONE ALLA MANIFESTAZIONE PER LA RIAPERTURA DEL CENTRO STORICO

NOTE: IL CORTEO, E MUNITO DI CASCO, HA SFILATO NELLA ZONA ROSSA, PER RIBADIRE LA CONTRARIETA' DEGLI AQUILANI ALLA MILITARIZZAZIONE E CHIUSURA DEL CENTRO STORICO. AL CORTEO E' SEGUITO UN DIBATTITO A CUI HANNO PARTECIPATO IL SINDACO DE L'AQUILA E LA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PEZZOPANE.TUTTI HANNO RIBADITO IL NO AD UNA "RICOSTRUZIONE A GROVIERA" DEL CENTRO STORICO.

Accesso vietato dalla polizia. I manifestanti sollecitano la ricostruzione. Scosse nella notte. Cinque finti sfollati
di Claudio Fazzi

L'AQULA (30 maggio) - Proteste e tensioni all'Aquila dove oltre 600 cittadini hanno tentato di entrare nel centro storico devastato dal terremoto per sollecitarne l'immediata ricostruzione e il puntellamento di tutte le strutture a rischio di ulteriori crolli. Il sindaco Massimo Cialente, dopo un iniziale stop al corteo ha partecipato al corteo.

Bloccato l'accesso alla zona rossa. La zona è stata dichiarata «zona rossa». Il sindaco, con l'aiuto di un megafono, ha cercato di convincere gli aquilni che l'entrata nel centro storico non era possibile per motivi di sicurezza. Le forze dell'ordine hanno bloccato l'accesso a corso Vittorio Emanuele. I manifestanti, muniti di casco, hanno gridato al sindaco: «La città è nostra!». Il corteo poi si è concluso senza incidenti.

Il sindaco partecipa al corteo. Il sindaco ha infatti deciso di partecipare al corteo che dalla Fontana luminosa attraverso corso Federico II e i Quattro cantoni, è arrivato alla piazza del Municipio per poi tornare indietro. I manifestanti - compresi sindaco e la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane - si sono riuniti nel parco del castello dove si sono svolti interventi per discutere le richieste da presentare al Governo e alla Protezione Civile.

Proposta una manifestazione a Roma. Gli aquilani riuniti in un sit-in al parco del castello dell'Aquila hanno proposto una manifestazione a Roma prima che il decreto passi allo studio della Camera. «Se le cose rimangono così - ha detto il sindaco Cialente nel suo intervento - il centro non verrà ricostruito come noi vogliamo perchè non vogliamo nè una groviera nè che il centro sia nella mani di Fintecna». La presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, si è detta soddisfatta: «Questa manifestazione ha dimostrato che il centro è degli aquilani e ce lo riprenderemo».

Sette scosse nella notte. La più forte alle 4.55 di magnitudo di 3.5 con epicentro vicino all'Aquila, Collimento e Scoppitto. Le altre erano al sotto dei 3 gradi di magnitudo. Le scosse hanno provocato disagio tra la popolazione, rientrata a dormire nelle case agibili.

"Finti" sfollati. I Carabinieri della Compagnia di Montesilvano (Pescara) hanno segnalato all'autorità giudiziaria cinque terremotati i quali, pur proprietari di abitazioni in altre località abruzzesi non colpite dal sisma, continuavano ad alloggiare in strutture ricettive a spese dello Stato.

Ieri Silvio Berlusconi era tornato in Abruzzo per promettere «crociere nel Mediterraneo» per i ragazzi sfollati, scuole aperte a settembre, lo svolgimento regolare delle elezioni europee a l'Aquila, la chiusura delle tendopoli entro ottobre e di rivedere il decreto legge sulla base delle esigenze che sorgeranno. Assente invece alla cerimonia per la consegna di 24 lauree alla memoria degli studenti morti nel sisma, alla quale alcune famiglie non hanno voluto partecipare in polemica con l'università che, a loro avviso, avrebbe dovuto chiudere per le scosse che hanno preceduto la tragedia.

 IL MESSAGGERO 30 MAGGIO 2009

Consegna delle lauree, aria di contestazione: il premier non arriva 

di Claudio Fazzi L’AQUILA (30 maggio) - Contestazioni a tutto campo. All’Università, all’ospedale, dai sindaci, dalle famiglie, dai comitati. Non è stata una giornata come le altre e la città ha mostrato al premier Silvio Berlusconi l’altra faccia del post terremoto, stanca e corrucciata, che sta sostituendo la prima, conciliante e piena di speranza. Otto attestati di laurea alla memoria della facoltà di Ingegneria sono rimasti sul tavolo dell’auditorium della caserma di Coppito, dove si è svolta la cerimonia di consegna ai familiari degli studenti morti a causa del terremoto. E Berlusconi, ufficialmente «perché trattenuto da improvvisi impegni a Roma», come ha comunicato Guido Bertolaso, ma in realtà perché è stato informato che la sua presenza avrebbe potuto creare ulteriori malumori, non ha partecipato alla consegna dei diplomi, com’era invece previsto. Le famiglie, in polemica, non hanno voluto presenziare alla cerimonia. A spiegarne le ragioni è stato il preside della facoltà di Ingegneria, Pierugo Foscolo: «Otto attestati non sono stati ritirati; alcune famiglie non se la sentivano per il dolore, mentre quattro o cinque si sono rifiutate per protesta e in polemica perché sostengono che l’Università andasse chiusa prima per le scosse precedenti al 6 aprile». La facoltà ha conferito in tutto 24 lauree più un attestato di stima a Piervincenzo Gioia, giovane già laureato e correlatore di alcune tesi che collaborava con l’Università. Uno striscione con la scritta in dialetto aquilano: “Caccete ji soldi, forti e gentili scì fessi no!!!”, è stato esposto su un’auto davanti alla scuola della Guardia di finanza dal comitato “3 e 32”. Una pattuglia di militari lo ha fatto rimuovere quasi subito. Marco Sebastiani, portavoce del comitato - che insieme ad altri comitati promuove una campagna tesa a coinvolgere i cittadini nel processo di ricostruzione del capoluogo abruzzese - ha chiesto di esporre lo striscione all’interno della caserma, ma gli è stato risposto, hanno fatto sapere i manifestanti, che all’interno non c’era alcuna conferenza stampa del premier Berlusconi. Il gruppo di persone, una ventina, in rappresentanza dei comitati, ha sottolineato però che «non si tratta di una contestazione politica, ma ai contenuti del decreto, il G8 non c’entra niente». «Le rassicurazioni Berlusconi non deve darle solo ai sindaci, ma anche ai cittadini - hanno concluso -. In un Paese democratico questo non dovrebbe accadere, ognuno può manifestare liberamente le proprie idee». Quattro manifestanti sono stati poi identificati dalle Forze dell’ordine. La Conferenza permanente per la ricostruzione, composta da Provincia e Comune dell’Aquila, Comuni, Enti locali e rappresentanti istituzionali dell’area del cratere, infine, ha attuato un volantinaggio per divulgare i motivi alla base della manifestazione di mercoledì a Roma per chiedere la modifica migliorativa del Decreto sul terremoto. C.Faz.

IL MESSAGGERO 30 MAGGIO 2009