Terremoto Abruzzo: Comunità locali contro la ricostruzione affidata al "Gratta e Vinci"

 

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 di Roberta Lerici

Non sono una giornalista e non vivo a L'Aquila, come qualcuno crede per questo mio continuo parlare dei problemi del dopo terremoto. Ne parlo perchè sono tante le notizie che non emergono sulla stampa nazionale e che , invece, dovrebbero avere diffusione. Cercherò di riassumere la situazione attuale non dal mio punto di vista, ma da quello che emerge dalle dichiarazioni di chi a l'Aquila e in Abruzzo vive.

1) La ricostruzione non è partita.

2) Anche per i contributi fino a 10.000 euro per le riparazioni delle case lesionate in modo lieve, non si conoscono le procedure di accesso ai fondi.

3) Secondo alcuni esperti dell'Enea le case promesse da Berlusconi non potranno essere pronte a novembre perchè non ci sono i tempi tecnici.

4) Il fatto che molte persone restino in tenda tutta l'estate è quasi una certezza, ma è molto probabile che vi passino anche l'inverno se non si trovano soluzioni alternative.

5) La delibera del comune de L'Aquila sulle  "BARACCHE-FAI-DA-TE" è la prova tangibile che si  vuole dare una via d'uscita alla popolazione, altrimenti costretta a restare in tenda chissà per quanto tempo, ma non tutti hanno un cortile o uno spiazzo dove edificare una baracca e anche per le baracche servono i soldi (infatti devono essere edificate a spese proprie).

6) Gli enti locali si sono resi conto di non avere più soldi in cassa, le entrate sono azzerate e a desso cercano di correre ai ripari. Il sindaco de l'Aquila, Cialiente, parla di ricostruzione "AFFIDATA AL GRATTA E VINCI", mentre il capogruppo in Comune del Pd, Pietro Di Stefano dice:«I pochi spiccioli che ci rimangono, spendiamoli per affittare i pullman e portiamo a Roma i cittadini aquilani e degli altri Comuni: sarà la prima volta che si parlerà di un corteo di terremotati e l’Italia saprà davvero che i fondi della ricostruzione esistono solo a chiacchiere». Carlo Costantini di IDV, dal canto suo denuncia da tempo le gravi incongruenze del Dl 39 e la grave situazione del post terremoto.

7) Il decreto Salva-Abruzzo è una scatola vuota e non garantisce la ricostruzione

8) In Abruzzo si lavora solo per il G8. Si spendono soldi solo per il G8, mentre alcuni albergatori sospendono i pasti agli sfollati sulla costa perchè non sono stati pagati dallo stato.

9) Nelle tendopoli si diffondono malattie, alcune testimonianze parlano di zecche, pidocchi  e tanfo insopportabile dato dalle foglie marcite sotto le tende. I bagni e le docce in alcuni campi sono insufficienti (in un campo di 1200 sfollati ce ne sono 12). Altre testimonianze parlano di una graduale riduzione del cibo: alla pasta si è sostituita la minestrina, alla carne le scatolette, con porzioni sempre più ridotte.Oggiapprendiamo che parte dell'ospedale de L'Aquila è stato destinato al G8.

10) La situazione psicologica degli sfollati secondo alcuni psicologi è notevolmente peggiorata: dalla reattività sono passati alla depressione.

11) La mancanza di libertà e la militarizzazione di alcuni campi, unita alla chiusura di tutti i centri storici, ha fatto sì che le comunità si sentissero tagliate fuori da tutto il loro passato, e dalla società. Dicono di sentirsi dei numeri che devono ringraziare se qualcuno dà loro del cibo.Numeri, non persone.

12) In uno dei campi principali si è formato un comitato di cittadini che però non può riunirsi a discutere perchè, come riferisce Repubblica;"Sono vietate le adunate politiche". Si discute in rpesenza dei militari.

13) Il protrarsi della fase di emergenza e la mancanza di un qualsiasi segnale di cambiamento, porterà ad una prima manifestazione dei cittadini il 30 maggio alle 15,30 a L'Aquila per riappropriarsi del centro storico a cui gli abitanti non hanno accesso. In seguito potrebbero essercene altre per protestare contro l'incertezza sui tempi e sui modi della ricostruzione, ma soprattutto per capire se esistanoo no i fondi.

14) In ultimo, nessuno ha ancora spiegato come mai sia stata bloccato il montaggio delle case prefabbricate donate dalla provincia di Treviso. Anche il Milan ha donato 10 case prefabbricate e maldini ha  annunciato che verranno montate la prima settimana di giugno: riuscirà, il Milan, laddove la Provincia di Treviso ha "fallito"?

15) L'esproprio dei terreni su cui edificare le famose 13.000 case promesse da Berlusconi merita un capitolo a parte. Alcune interviste fatte a Ballarò mostravano proprietari di terreni agricoli disperati, perchè da quei terreni traevano la loro unica fonte di reddito. Altri riferiscono che essendo pagati a prezzo di terreni agricoli, chi li comprerà vedrà moltiplicato il loro valore una volta che questi diventeranno edificabili. Altri ancora si sono domandati come mai siano stati espropriati dei terreni quando il demanio ne possedeva altri idonei. E non manca chi si chiede come mai siano state scelte aree così lontane dal centro città.

16) Da San Giuliano avvertono: Troppe similitudini con quanto accaduto a noi dopo il terremoto, mille promesse mai mantenute .

17) Mistero sull'ammontare delle donazioni ricevute. In molti si domandano come mai la cifra raccolta sia tuttora sconosciuta.

18) I bambini e la scuola. Grande preoccupazione per la ripresa dell'anno scolastico e per la situazione dei bambini.I volontari continuano ad occuparsi di loro, così come gli psicologi. Per alcuni, purtroppo,  il trauma subito ha comportato gravi conseguenze. Su la7, ho sentito una giornalista dire, "Ma si sà, ai bambini basta un pallone e passa tutto". Questa è la considerazione di cui godono i bambini e da parte del governo, a parte i clown arrivati insieme a Mara Carfagna, non so quali iniziative siano state prese.

Di seguito, i link agli articoli da cui queste notizie sono tratte:

Decreto scatola vuota. Emerge la protesta

Terremoto/ Sabato 30 maggio manifestazione a L'Aquila: "Il centro è della gente"

 

TERREMOTO,Burocrazia, paura e rifiuti: le ombre del dopo-sisma

 

Terremoto:la morte dei centri storici, le tendopoli invivibili, e oggi l'arresto di un presunto pedofilo

 

Terremoto, Ho vito l'Aquila, lettera a mia moglie