Pedofilia, Brescia: i falsi difensori dell'infanzia, i veri difensori degli accusati

 

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 di Roberta Lerici

Oggi su "Qui Brescia" appare un articolo in cui si annuncia che anche don Mario Neva, sacerdote di Brescia, si schiera a favore dell'innocenza di don Marco Baresi. Ha aderito, infatti, al movimento Freedon, il gruppo cattolico fondato due anni fa per sostenere l’ex vicerettore del seminario vescovile di via Bollani a Mompiano, condannato il 20 maggio a 7 anni e sei mesi per abusi sessuali su un allievo all’epoca dei fatti minorenne e per detenzione di materiale pedopornografico. Nessuna sorpresa, dal momento che don Mario Neva si è più volte espresso in tal senso su diversi casi di giudiziari di Brescia e non solo. Don Neva, infatti, ha sostenuto anche la non esistenza degli abusi a Rignano Flaminio. Come abbia fatto ad esprimersi su un caso che non conosceva, non è dato a sapersi. La cosa che colpisce, però, è il giudizio che don Neva dà sugli inquirenti che si occupano dei casi di pedofilia a Brescia, " Un indotto di inquirenti, di psicologi e di esperti inquinato da 7 anni. Il veleno sparso dai falsi difensori dell’infanzia. Il resto è Brescia, autolesionista, opportunista con il clero e pronta a infangarlo. Il resto è uffici, strategie, una difesa adatta per altri tribunali". In pratica, a Brescia chi è accusato di pedofilia va assolto, perchè a Brescia, la pedofilia non esiste. Ma forse, per talune persone, la pedofilia non esiste neppure nel resto d'italia.

Don Baresi: don Neva innocentista
domenica 24 maggio 2009

(red.) Anche don Mario Neva, il prete del Villaggio Sereno le cui posizioni controcorrente in materia di pedofilia hanno infuocato spesso il dibattito (a Brescia e non solo) al tempo dei processi alle maestre della scuola materna Sorelli, poi assolte, si è schierato con don Mario Baresi.
Il religioso ha infatti aderito al movimento Freedon, il gruppo cattolico fondato due anni fa per sostenere l’ex vicerettore del seminario vescovile di via Bollani a Mompiano, condannato il 20 maggio a 7 anni e sei mesi per abusi sessuali su un allievo all’epoca dei fatti minorenne (leggi l’articolo).
Gli aderenti a Freedon hanno sempre appoggiato don Baresi, anche con la propria costante presenza in tribunale durante il processo fino al giorno della sentenza.
Freedon può contare oggi su un sito internet (vai al sito) e su ben 343 firme di cittadini, solidali con il religioso di Chiari (vai alle firme) che ne sostengono l’innocenza.
"Don Marco Baresi", spiegano gli associati a Freedon, "è un uomo che, trovato al proprio fianco, lascia la traccia incancellabile della profondità, della trasparenza, della dolcezza, della saggezza, della bontà, della semplicità d'animo, dell'intelligenza e della modestia che non tutte le persone hanno il dono di possedere. Non solo: assurdamente, anche i gesti e i modi che caratterizzano la personalità di don Marco sono letteralmente ad anni luce di distanza da qualunque tipo di sospetto o di semplice pensiero che abbiano qualcosa a che fare con le accuse mossegli contro".
"Non sta certo a noi", è la posizione di Freedon, "scrivere la verità dei fatti, la nostra resta ovviamente una convinzione senza prove concrete, del tutto impotente tra le forze in gioco in un processo, dove solo pochi potranno dare un contributo decisivo alla verità".
Anche don Neva, con una lettera-comunicato, definisce "don Marco innocente estraneo a fatti non accaduti". Secondo don Neva, "don Baresi è vittima di un teorema. L’accusatore unico, notoriamente inattendibile, giudicato attendibile da un tribunale già smentito in Cassazione per casi analoghi. Un indotto di inquirenti, di psicologi e di esperti inquinato da 7 anni. Il veleno sparso dai falsi difensori dell’infanzia. Il resto è Brescia, autolesionista, opportunista con il clero e pronta a infangarlo. Il resto è uffici, strategie, una difesa adatta per altri tribunali".

Qui Brescia 24 maggio 2009