POMIGLIANO, PROFESSORE IN MANETTE PER PEDOFILIA.

LE PAURE DEI RAGAZZI.

  Data: 13/05/2009
 
 Un 66enne è stato incastrato dopo reiterati tentativi ai danni di un
14enne del Liceo Cantone. Stamani stupore tra i ragazzi, rabbia e
sconforto tra i genitori.

Un silenzio carico di sconcerto ha preso a dilagare per le strade di Pomigliano. In particolar modo in Via Savona, sede storica del locale Liceo
Scientifico, Pedagogico e delle Scienze Sociali, alias l’istituto
scolastico frequentato da un quattordicenne del posto vittima di
reiterati tentativi di abuso sessuale. A finire nell’occhio del
ciclone, un professore 66enne, colto in flagranza di reato mentre
s’apprestava ad entrar nell’abitazione del ragazzo, sfruttando
l’assenza dei genitori. Tirar diritto senza farsi mordere dalla
curiosità è stato difficile stamani nei pressi dell’istituto, preso
d’assalto da cronisti e telecamere intenti a filmare il viavai di
passanti e di ragazzi. Le saracinesche degli esercizi commerciali erano
aperte come al solito: pochissime persone erano a conoscenza del
misfatto.
Incrociamo con molta delicatezza un gruppo di ragazzi. Il tentativo
sembra vano poiché, presi dai voti del fantacalcio, dribblano subito i
taccuini accompagnando il nostro tentativo con una risata in falsetto
che nasconde una verità: nessuno di loro conosce bene la situazione di
cui parliamo. Qualche passante si sofferma a guardare e a domandarsi il
perché di tutte quelle telecamere che filmano: «sarà successo qualcosa
oppure si gira un film», grida qualcheduno scherzando con i compagni
tra un caffè ed un gelato al bar. Avviciniamo un gruppetto di ragazze.
Sotto un involucro di sorriso e di bonomia stentano a credere alle
nostre parole, specie quando le ribadiamo che un professore della loro
scuola è stato protagonista negativo di un evento sconcertante. «Non si
notava niente stamattina in classe – ci dice una di loro mentre mastica
velocemente un chewing-gum per l’emozione – ma se è accaduta una cosa del genere, dovremo stare un po’ tutti attenti».
«In classe mia stamattina – ci racconta in modo informale Sonia, una
ragazza del Pedagogico – si è parlato di tutto tranne che di sto fatto.
Nessuno sa niente, ma appena vado a casa tramite la chat chiederò un
po’ in giro». Passano i minuti e la matassa s’infittisce, fin quando
qualche genitore con la macchina in doppia fila, a cospetto di una
notizia che assorda col suo stridore, abbandona l’auto e chiede lumi a
riguardo:«Ma in quale classe è accaduto, ma veramente state facendo e
come mai non ci hanno detto nulla», diviene la tranche d’interrogativi
pressanti seguito dalle risposte premature. Ipotesi, supposizioni,
mistero sull’identikit dell’orco. «Se è vero questo fatto – ci dice un
genitore in preda allo sconforto - da domani accompagneremo i ragazzi
anche in classe per sapere qualcosa in più:non si può vivere con
quest’ansia».
Dopo il trillo della campana delle 13.15 tentiamo l’ultimo blitz per
annusare che tipo d’aria si respira tra i ragazzi che s’avviano sul
sentiero che conduce dritti alle rispettive abitazioni. Qualcuno corre
a salutare l’amico accorso in motorino, altri parlano di compito di
matematica che bussa alle porte, i docenti tirano dritti verso le
proprie automobili. Del ragazzo di quattordici anni e del truce
misfatto, però, manco l’ombra. Nel primo pomeriggio le chat e le
piattaforme telematiche di facebook e Msn calzano le vesti del bacino
d’approvvigionamento di informazioni e pareri. «Domani non entreremo a
scuola» - digita più di uno studente, mentre si sprecano i «Vergogna» e
i «Che schifo». C’è chi abbozza griglie per identificare il colpevole.
Altri invitano a rivedere il servizio andato in onda su Sky Tg 24
all’ora di pranzo. Altri, intervenendo tra una discussione e l’altra,
fumanti di collera, condannano l’orco a forza di citazioni. Il
messaggio più gettonato: «Teniamoci aggiornati in caso di novità».

Data: 13/05/2009
Autore: Salvatore Alligrande ilmediano.i