Pedofilia, Quarto Oggiaro: 11 anni al maestro del "museo degli orrori" sui bambini

 

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 CONDANNATO A 5 ANNI IL PRESIDE

 

 IL PM: "spero che i dirigenti scolastici non nascondano più la testa sotto la sabbia"

Il preside non avrebbe denunciato quello che accadeva nella scuola nonostante le segnalazioni dei genitori dei bimbi, limitandosi a mettere l'insegnante in malattia. Alla lettura del verdetto, il maestro e' apparso impassibile, mentre sua sorella e' scoppiata in lacrime.

(di Igor Greganti)

MILANO - "Dante lo metterebbe assieme a Lucifero", aveva detto il procuratore aggiunto di Milano, Marco Ghezzi, nella sua requistoria, parlando del "museo degli orrori" creato dal maestro sulla pelle degli alunni di una scuola elementare milanese. Oggi i giudici di primo grado hanno stabilito che quelle violenze sessuali ai danni dei piccoli il maestro le ha commesse e si merita undici anni di reclusione. E a chi "ha nascosto la testa sotto la sabbia come uno struzzo", sempre per citare le parole del pm, ovvero al preside che non avrebbe denunciato gli abusi pur essendone a conoscenza, il Tribunale ha comminato una pena di 5 anni e mezzo di reclusione. Secondo quanto accertato dalle indagini, per circa tre mesi, dal settembre al dicembre del 2007, in una scuola alla periferia nord del capoluogo lombardo ha insegnato un maestro, Antonio S., 42 anni di Napoli, che ha molestato 8 alunni. "I bimbi esprimevano un disagio che si percepiva dai giochi che facevano, perché cercavano sempre il contatto fisico", avrebbe raccontato una maestra della scuola, nel corso del processo, a porte chiuse. L'imputato, prima di entrare di ruolo, in quella scuola aveva già svolto due supplenze. E, come ha spiegato il pm Ghezzi, in un caso si era addormentato in classe e un'altra volta aveva costretto i bambini "a giochi al buio". Un volta assunto l'incarico a tempo pieno nella quarta elementare, iniziò, secondo l'accusa, a palpeggiare i bambini, a prenderli continuamente in braccio, a istigarli a compiere angherie l'uno contro l'altro. Per mesi. Una volta li avrebbe costretti a spogliare un compagno e poi avrebbe molestato una bambina autistica e ipovedente, costringendola a compiere atti sessuali simulati. "Vieni qua che ti do il viagra", avrebbe detto, facendo anche continui riferimenti all'omosessualità. Poco prima di Natale, l'insegnante entrò in classe e non trovò nessuno. Dopo aver denunciato i fatti al preside, i genitori avevano deciso infatti di tenere i bambini a casa, perché nulla era cambiato. Solo allora il preside, Fausto C., secondo l'accusa, intervenne, suggerendo all'insegnante di mettersi in malattia. Da qui la contestazione di concorso omissivo nelle violenze e nei maltrattamenti. Il maestro è finito agli arresti domiciliari nel maggio dello scorso anno, commutati da poco in carcere, in base alle nuove norme del decreto sicurezza. Misura che il Tribunale oggi ha confermato. "E' una sentenza durissima e che rende giustizia", hanno commentato i familiari dei bambini, parti civili. Il maestro è rimasto impassibile alla lettura e la sorella è scoppiata a piangere. "Da questo processo l'istituzione scolastica esce a pezzi - ha commentato Ghezzi, che aveva chiesto pene anche più severe: 16 anni e 8 anni - e spero che i dirigenti scolastici non nascondano più la testa sotto la sabbia". L'insegnante e il preside, che tuttora dirigeva l'istituto, sono stati interdetti in perpetuo da qualunque incarico nelle scuole.

( » 2009-05-07 21:12)