Pedofilia, La Spezia: Giochi di sesso con minori, il racconto drammatico di una bambina

 

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Note: di questo processo si è parlato pochissimo, ma da quel poco che è trapelato, il caso avrebbe alcune caratteristiche comuni ad altri casi di pedofilia. Nei racconti della bambina, oltre agli atti sessuali fra minori davanti a due adulti, c'è anche l'immancabile presenza di una telecamera. Naturalmente, qualunque perizia sui pc  e le perquisizioni hanno dato esito negativo. Mi domando come mai in tanti casi di pedofilia, i bambini abbiano parlato di telecamere e macchine fotografiche senza che poi questo materiale venisse trovato. Forse, sarebbe ora di indagare su quali altri mezzi di diffusione si servano i pedofili, dal momento che è improbabile che tanti bambini abbiano "sognato" telecamere e macchine fotografiche sui luoghi dove sarebbero stati abusati.

Giochi di sesso dei genitori con minori. Il racconto drammatico di una bimba

Una bimba di nove anni ha raccontato davanti al giudice di aver subito violenze da parte di un amichetto, mentre i genitori di quest'ultimo assistevano alla scena, riprendendo tutto con una telecamera. La denuncia era stata fatta dalla madre, che tempo fa aveva notato cambiamenti di umore nella figlia

Violenza contro i minori (Germogli) La Spezia, 28 aprile 2009 - Alla precedente udienza dell’incidente probatorio, venti giorni fa, il bimbo di 10 anni - chiamato a deporre nell’inchiesta per il reato di violenza sessuale aggravata contestato ai genitori del amichetto coetaneo con cui faceva i compiti - non aveva fornito riscontri all’accusa, lasciando intendere che erano stati solo giochi...

Ieri il clamoroso colpo di scena: una bimba di 9 anni ha raccontato, con dovizia di particolari - a tratti raccapriccianti - di aver subito atti a cui voleva sottrarsi ma che ha dovuto patire sotto il peso delle minacce.
L’indiscrezione filtra dal riserbo di una delle più delicate e controverse inchieste per pedofilia della storia giudiziaria spezzina. Tutto da prendere con le pinze, stando anche l’atteggiamento prudenziale assunto dalla procura che, allo stato degli atti, non ha ritenuto di intraprendere iniziative particolari nei confronti degli indagati.

Loro sono due giovani spezzini: "Una coppia normalissima, con due figli piccoli, amati e custoditi con la massima cura", fa scudo l’avvocato difensore Patrizia Pellitteri. Una coppia che, dalla sera alla mattina, si è vista piombare in casa la squadra mobile alla ricerca di cassette video con le riprese dei ’giochi proibiti’ con gli amichetti del figlio e il figlio stesso. Di video, nemmeno l’ombra. Così pure il computer, passato al setaccio, non ha fatto emergere tracce di immagini pedopornografiche.

Ieri, però, la deposizione choc della bimba di 9 anni, davanti al giudice Paolo Scippa, con l’assistenza di uno psicologo. All’incidente probatorio, attraverso le riprese di una telecamera a circuito chiuso, hanno assistito, in un’altra stanza, gli indagati, l’avvocato difensore e i legali dei genitori di altri bimbi parti lese. La bambina era tutt’altro che spensierata. Ad un certo momento si è talmente rattristata che il giudice ha pensato bene di farle cambiare aria e di compiere, con lei, una passeggiata in tribunale, fino a bar, per distrarla e addolcirle il palato con un’aranciata.

Ripresasi, ha raccontato. Il riserbo, quanto a taluni dettagli del racconto filtrati, è totale. Ci certo, però, la piccola ha detto che venne legata e fu costretta a ’subire’ gli slanci dell’amichetto nelle sue parti intime, mentre i genitori di quest’ultimo assistevano alla scena, con al fianco una telecamera. Agli atti del processo ci sono delle perizie mediche che hanno certificato, a suo tempo, nella piccola, un’infezione vaginale da contatto con oggetti. Anche i test psicologi ai quali finora è stata sottoposta non hanno evidenziato circostanze che possano indurre a ritenere che la sua fantasia galoppi.

 Il procedimento era stato innescato dalla denuncia della mamma che, nel luglio scorso, aveva notato un improvviso cambiamento di umore della piccola: era sempre stata allegra, si era fatta cupa. La mamma ha cercato di capire perché e, piano piano, ha preso forma il racconto agghiacciante. Che ieri non solo è stato confermato ma si sarebbe allargato ad altre rivelazioni. L’incidente probatorio, chiesto dal pm Tiziano Lottini, intanto continua, con l’interrogatorio, nei prossimi giorni, di un’altra parte lesa: una bambina di 5 anni.

Corrado Ricci
La Nazione 28 aprile 2009