TERREMOTO, ALLARME 27 APRILE:GIULIANI PRONTO A PRESENTARE DENUNCIA

Il video di Giuliani su YouTube

 

 

 

 

 

NOTE: PER ALCUNI IL VIDEO E' AUTENTICO, COME LE PREVISIONI, PER REPUBBLICA E CORRIERE DELLA SERA, NO.

Da Repubblica:

 Psicosi terremoto, fabbriche evacuate

Sul web una previsione di Giuliani: «Rischio di una nuova scossa».
Ma il ricercatore è pronto a presentare una denuncia contro chi ha
diffuso l'allarme

L'AQUILA - Il tam-tam è iniziato nel pomeriggio quando una
"voce" incontrollata è iniziata a rimbalzare in tutta l'Aquila e
provincia: «Nelle prossime ore ci sarà un'altra scossa di terremoto
molto forte...».

NEGOZI E CASE - E ci è voluto poco a trasformare un allarme vago, senza riscontri come ovvio da parte delle fonti ufficiali, in vera psicosi. Ancora scossi per lo sciame sismico che non dà tregua da settimane, molti aquilani hanno abbandonato il posto di lavoro e la casa, almeno chi ce l'ha ancora agibile.

Al centro commerciale "l'Aquilone" il nervosimo è montato rapidamente: chiusi alcuni negozi con i clienti invitati ad uscire. I giornalisti di alcune
troupe televisive sono stati fatti uscire in fretta e in furia dal
ristorante in cui stavano mangiando in zona Coppito. Ma col passare dei
minuti l'allarme ha assunto dimensioni preoccupanti soprattutto nei
luoghi in cui si trovava molta gente riunita: al bar Battiselli, sulla
statale che porta ad Antrodoco, gli avventori chiedevano alla cassiera
da chi fosse partita la "voce" ma la risposta era sempre la stessa.
«Non si sa, si dice in giro...». A Est dell'Aquila, lungo la statale
che porta a Popoli, è stato interrotto il ciclo produttivo della Edimo
(400 dipendentii, due stabilimenti) che produce pannelli precompressi
per costruzioni prefabbricate: «Alle 15 - racconta l'amministratore
unico, Carlo Taddei, raggiunto da Corriere.it - la mia segretaria ha
ricevuto una telefonata dai carabinieri di Barisciano che riferivano
questa voce di una scossa imminente. E io successivamente ho anche
verificato...». Il risultato è stato che lo stabilimento di Poggio
Picense è stato evacuato per ordine della direzione e a nulla sono
servite le rassicurazioni che una pattuglia dei carabineri inviata da
San Demetrio ha dato alle maestranze: «A quel punto - aggiunge Taddei -
erano tutti molto agitati e la giornata di lavoro si è conclusa lì».

EFFETTO VALANGA
- Polizia, carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile hanno
comunque lavorato per frenare un «effetto valanga» che rischiava di
creare vero e proprio panico anche perché la voce è anche rimbalzata
sulla costa dove tra gli sfollati si è diffusa la notizia di un
imminente cedimento dell diga di Campostosto. Tutto irrazionale, tutto
per sentito dire: eppure tra una popolazione che ha ancora i nervi a
fior di pelle (l'ultima scossa registrata alle 16.35, magnitudo 2,5,
epicentro area di Fossa) basta un cerino per accendere un incendio.

GIULIANI -
Poi nel tardo pomeriggio si è scoperto che il tam-tam dell'allarme era
probabilmente partito intorno alle 13 dalle rete Internet e da alcuni
siti che riportavano generiche dichiarazioni di Giampaolo Giuliani, il
ricercartore aquilano che ha già fatto parlare di sé prima della
tragica scossa del 6 aprile. Sul sito www.Byoblu.com diretto da Claudio
Messora era stata infatti inserita la seguente dichiarazione di
Giuliani:«I livelli di Radon misurati con le mie strumentazioni sono
preoccupanti. Si attende uno o più eventi sismici nelle prossime ore,
nell'Aquilano». È bastato questo, nonostante sia noto che Giuliani non
abbia più strumentazioni diffuse sul territorio su cui contare, per far
dire a qualcuno che «la scossa sarebbe arrivata entro 20 minuti». La
moglie di Giuliani, Nadia, in serata ha spiegato che il marito si è
recato presso le tende che ospitano gli uffici della questura
dell'Aquila dove ha presentato una denuncia contro ignoti per la
diffusione dell'allarme (anche su Youtube) usando il suo nome e alcune
sue vecchie frasi senza autorizzazione.

CONTROLLI -

E tutto questo è successo il giorno in cui il sindaco dell'Aquila,
Massimo Cialente, sta ultimando gli ultimi controlli per consentire il
rientro (non obbligatorio, ovviamente) di 300 famiglie in altrettante
abitazioni dichiarate agibili dopo le prime verifiche eseguite nei
giorni scorsi. All'Aquila ora molti dicono che gli allarmi
incontrollati vengono propagati con più facilità, in particolar quando
l'amministrazione della città deve prendere decisioni importanti.
Dino Martirano

LA REPUBBLICA 27 aprile 2009