Pedofilia, Elementare Quarto Oggiaro: Chiesti 16 anni per il maestro che molestava gli alunni

 http://albatros.blog.kataweb.it/files/photos/uncategorized/cattiveria.jpg

 Molestie in classe, chiesti 16 anni "Quel maestro è come Lucifero"

Il maestro molestò anche una bimba disabile

Durissimo il pm: Dante avrebbe messo il maestro "nel buco più basso dell'Inferno, accanto a Lucifero", scrive nell'accusa. Per il capo d'istituto, che non lo denunciò, chiesti otto anni: è la "quintessenza dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia" "E' nefando a tutto tondo, è un museo degli orrori di tutto quello che un maestro non dovrebbe mai fare. Il suo comportamento è di una gravità inaudità perché lo ha tenuto per tanto tempo, contro tanti bambini, tradendo la fiducia". Per questo "merita una pena più alta di quella calcolata per uno stupro di gruppo". Lo ha detto il pm Marco Ghezzi nella requisitoria a carico dell'insegnante 42enne accusato di aver molestato sessualmente otto bimbi di quarta elementare in una scuola di Quarto Oggiaro, a Milano, chiedendone la condanna a 16 anni di reclusione.

 

Se per il magistrato "Dante lo metterebbe nel buco più basso dell'Inferno, accanto a Lucifero", il preside della scuola, Fausto Caielli, imputato dello stesso reato per omessa denuncia, è la "quintessenza dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia" e merita, secondo il pm, otto anni di carcere. In base alle accuse l'insegnante, incensurato, avrebbe rivolto le proprie attenzioni di carattere sessuale soprattutto ai maschietti, ma una volta avrebbe molestato una bimba disabile. Durante le lezioni spesso li faceva sedere sulle proprie ginocchia dietro la cattedra e li avrebbe palpeggiati. Una volta poi, rimasto in classe solo con i maschi, li avrebbe incitati a spogliare un loro compagno.

 

Un'altra volta sarebbe arrivato in classe con alcune caramelle e avrebbe detto agli alunni "venite che vi do il Viagra". Il preside, invece, è accusato di non aver preso iniziative quando, nel novembre 2007, gli sarebbero stati segnalati quei comportamenti sospetti prima dall'altra insegnante della classe, poi dalla coppia dei genitori del primo bimbo che ha raccolto il coraggio per confidarsi con loro, poi di un terzo genitore. Risponde dunque di concorso in violenza sessuale aggravata e continuata per omessa denuncia, ovvero per non aver impedito un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire. Ai genitori che si erano rivolti a lui, il preside aveva risposto pretendendo della documentazione scritta per denunciare i sospetti alla procura. La situazione si è trascinata fino a quando i genitori hanno deciso di tenere a casa tutti i bambini, eccetto uno. È successo poco prima delle vacanze di Natale: a quel punto il caso è esploso. (La Repubblica 27 aprile 2009)