Terremoto, Allarmi: Zamberletti fece evacuare 100.000 persone nel 1985

 

 

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di Roberta Lerici

Nella puntata di Anno Zero del 16 aprile, la rappesentante della Protezione Civile presente in studio ha affermato che non si sono mai fatte evacuazioni della popolazione in presenza di allarmi sismici. Ha ribadito anche che i terremoti non si possono prevedere e che quindi non si fanno neppure le evacuazioni.La cosa che mi ha stupito è che nessuno in studio la abbia corretta, ricordandole che nel 1985 l'allora capo della Protezione Civile Zamberletti fece evacuare dalla Garfagnana 100.000 persone, in base ad un allarme lanciato dal prof. Boschi dell'IVG. Proprio Boschi ha dichiarato ad un programma di RadioUno che “prevedere il terremoto è impossibile e lo sarà per qualche generazione”. Davvero  eccessivo per una persona che l’allarme – con tanto di evacuazione - lo diede ben 24 anni fa, esattamente il 23 gennaio 1985.
Il terremoto previsto non vi fu, ma le popolazioni dei comuni della Garfagnana messe in allerta si ricordano ancora l’annuncio in diretta al TG delle 20 con tanto di foglietto passato frettolosamente nelle mani del conduttore del telegiornale che, un po’ sbigottito, non poté far altro che leggere l’insolito preallarme sismico diramato (anche su indicazione di Boschi) dall’allora ministro alla Protezione civile Giuseppe Zamberletti.

Ciò che aveva fatto allarmare Boschi allora,  detto in parole molto semplici, era stata una sequenza di scosse statisticamente simile a quella che anni prima aveva preceduto un altro terremoto. Allora la scossa non ci fu, ma Zamberletti, oggi capo della Commissione Grandi Rischi, dice che rifarebbe quella evacuazione anche oggi. Anche a Napoli, fu predisposto negli stessi anni, un piano di evacuazione per 400.000 persone, a causa dell'intensificarsi del fenomeno del bradisismo, con boati e sciami sciami sismici.Quindi, la prevenzionenon è una materia sconosciuta.

Ecco alcuni articoli:

PRONTO A NAPOLI IL PROGETTO DI EVACUAZIONE IMMEDIATA

Repubblica — 25 settembre 1984   pagina 18   sezione: CRONACA
NAPOLI - Quando, nelle settimane scorse, il geologo inglese John Guests affermò che il bradisismo di Pozzuoli non era affatto in via di esaurimento e che si potevano prevedere anche a tempi brevi sviluppi drammatici come un' eruzione della solfatara o un maremoto, le autorità della Protezione civile, i ricercatori dell' Università di Napoli e dell' Osservatorio vesuviano replicarono sostenendo che l' allarmismo dello studioso venuto dall' Inghilterra era del tutto ingiustificato. Adesso quelle previsioni cominciano ad essere considerate in maniera diversa. Nell' area flegrea il bradisismo continua a dare "mazzate" con scosse precedute da boati e accompagnate da sciami sismici. Dal luglio dell' 82 il suolo ha avuto un sollevamento di un metro e 70 centimetri. Quasi tutte le case del centro storico puteolano sono gravemente lesionate. Il piano di evacuazione dell' area che va da Pozzuoli ai quartieri a nord di Napoli con oltre 400 mila abitanti fino a pochi giorni fa era un' ipotesi. Ora è una realtà. Non si esclude più, quindi, che il "bradisismo possa sfociare in una eruzione vulcanica". Oltre 500 copie del piano, per Comuni e Circoscrizioni, sono già pronte e domani le esaminerà la commissione nazionale Grandi rischi che verrà a Napoli, insieme con il ministro Zamberletti per un sopralluogo. In prefettura ci sarà una riunione per studiare il modo di garantire a migliaia di famiglie un esodo non traumatico in caso di "drammatica necessità". Dice il prefetto Riccardo Boccia: "E' bene che la gente sappia come comportarsi e che si parli sempre più diffusamente, di quanto sta accadendo nella zona flegrea". Dalla riunione dovrà scaturire anche un nuovo invito al consiglio di amministrazione dell' Istituto universitario navale affinchè l' equipe del professor Mirabile riprenda le operazioni lungo i fondali del golfo flegreo. La commissione Grandi rischi dovrà occuparsi, dopo aver esaminato il voluminoso dossier che le è pervenuto, delle affermazioni del professor Alessandro Olivieri del Castillo, docente di Fisica terrestre all' Università di Napoli, secondo il quale "l' intero nucleo urbano del centro di Avellino è pericolante e può causare impensate catastrofi in caso di nuove scosse telluriche".