Terremoto, Giuliani: Gli atenei che non lo considerano "un imbecille" e il sito sotto sequestro

 

http://city.corriere.it/2009/04/07/foto/2.0.374364482.jpg

 La verità di Giuliani: video (intervista 14 aprile 2009)

Giuliani, l'uomo che ci ha salvato la vita (video)

 di Roberta Lerici

Ho pensato di raccogliere i pareri di alcuni atenei sulle ricerche di Giampaolo Giuliani,oggi sparito dai programmi televisivi perchè sostituito da scienziati e tecnici che ripetono ossessivamente che "i teremoti non si possono pevedere". La vicenda di Giuliani, però, merita di essere approfondita seriamente, non fosse altro che per il fatto che lui, seguendo i segnali che pervenivano dalla sua macchina, si è salvato, mentre 300 persone (ad oggi), sono state travolte dalle macerie.La sua non è una ricerca finanziata, quindi è bene leggere i pareri di coloro che negli atenei di Bari, Trento, Napoli, Pisa sostengono, invece, che sarebbe bene finanziarla. In aggiunta, alla fine degli articoli, troverete i link ad altri due articoli che vi permetteranno di avere una panoramica completa sul tema. Cominciamo con le agenzie che riportano l'oscuramento da parte della Polizia Postale, del sito del "Centro sperimentale rilevamento sismico"  di Giuliani, per "aver procurato falsi allarmi in merito ad una nuova scossa di terremoto in Abruzzo". Nel 1985, anche Zamberletti, allora a capo della Protezione Civile, fece evacuare 100.000 persone dalla Garfagnana su indicazioni del prof.

 

Boschi dell'Istituto di Geofisica (lo stesso che oggi è fra i più accaniti contestatori di Giuliani). Allora il terremoto non ci fu, e Zamberletti finì sotto inchiesta per procurato allarme.Oggi, però, Zamberletti afferma che rifarebbe quello che fece allora, se ricevesse notizia di un allarme simile.

 

E allora, come mai, lui che è a capo della Commissione Grandi Rischi, in questa occasione non ha fatto nulla, e continua a ripetere che "i terremoti non sono prevedibili?

Come mai a sei giorni dal sisma, nelle tendopoli mancano l'acqua e la luce? (fonte Sky-volontario P. Civile) Come mai migliaia di persone dormoni ancora in macchina perchè le tende non sono sufficienti? Se nessuno se la sentiva di disporre una evacuazione di massa, si poteva almeno predisporre tutto per l'emergenza. Ricordo che la notte del terremoto i vigili del fuoco in servizio a L'Aquila erano 15 e ad Avezzano 8 (fonte Anno Zero).

Vi lascio alla lettura degli articoli...E se volete diventare "fan" di Giuliani su Face Book, cliccate qui

dal sito www.agoravox.it da un articolo di Maurizio Carena   

      "La polizia postale di Pescara ha oscurato e sequestrato il sito web del Centro sperimentale rilevamento sismico" (www.csrs.it) "dedicato alle previsioni sismiche e meteo per aver procurato falsi allarmi in merito ad una nuova scossa di terremoto in Abruzzo" (fonte: Asca, 8 aprile 2008, h 18.08).
 
"- A breve nuove devastanti scosse - :la polizia postale oscura sito terrorista. Le autorita’ sono intervenute dopo le segnalazioni di cittadini spaventati dalle previsioni del centro. Dopo aver accertato l’allarme nella popolazione e in assenza di conferme sulle affermazioni da parte degli organi istituzionalmente preposti, il compartimento polizia postale di Pescara ha oscurato il sito" ( fonte Adnkronos, 9 aprile h 8.49).

"Il sito di un sedicente centro studi diffondeva notizie false di una prossima devastante scossa di terremoto in abruzzo, decine le telefonate di persone impaurite, la polizia postale e delle comunicazioni di Pescara ha cosi’ oscurato il sito internet" (fonte Apcom, 8 aprile 2009).

"La polizia postale di Pescara ha oscurato un sito internet che(...)ha provocato allarme tra i cittadini, che hanno telefonato in migliaia ai centralini delle questure e dei comandi dei carabinieri. Il sito fa capo a un fantomatico centro scientifico di ricerca sismica, si procedera’ nei confronti dei responsabili" (fonte: Ansa, 8 aprile 2009, h.17.56).

Come si può leggere dalle note di agenzia, la polizia italiana ha effettuato l’ennesimo sequestro sul web.
 
Siccome tale (non)notizia non è organica al sistema dell’ordine costituito i media mainstream non hanno dato praticamente nessun risalto a tale scandaloso provvedimento censorio.

Si noti anche che non è stata l’autorità giudiziaria a procedere alla censura, bensì il braccio armato del Ministero degli Interni, ovvero il potere esecutivo.
 
Non c’è tantomeno la sentenza di alcun tribunale.  ...."

 www.agoravox.it  Maurizio Carena     
                
                
Gli atenei «credono» nel radon: previsioni possibili
Bari e Pisa: i sistemi efficaci esistono, mancano i soldi per perfezionarli

MILANO — Ventitrè gennaio 1985: per la prima (e unica) volta in
Italia scat­ta l’allarme terremoto
. L’Istituto naziona­le di geofisica
prevede una «scossa peri­colosa ». E il ministro della Protezione
ci­vile Giuseppe Zamberletti, oggi presiden­te della Commissione grandi
rischi e so­stenitore dell’impossibilità di prevedere i terremoti,
ordina lo stato d’allerta per dieci comuni della Garfagnana: scuole
chiuse per due giorni, case vecchie o in cattivo stato evacuate.

Centomila persone abbandonarono le proprie abitazioni, ma il
terremoto non arrivò. Allora la previsione di un sisma distruttivo fu
formulata, dopo una scos­sa premonitrice, sulla base di un’analisi
storico-statistica. Oggi, tra gli indicatori sismici, c’è anche il
radon
. Giampaolo Giuliani non è solo. Sono diversi i ricer­catori che
studiano questo gas: l’univer­sità di Bari ha messo a punto un sistema
di 25 centraline fermo per mancanza di fondi; quella di Pisa ha
elaborato un pro­getto per il monitoraggio nelle acque sot­terranee
della Garfagnana e della Luni­giana allo studio degli enti locali.
Ricer­che sono in corso anche all’Istituto nazio­nale di geofisica e
vulcanologia.

Pier Francesco Biagi è docente di Fisi­ca all’Università di Bari.
Studia il radon e i disturbi sui segnali radio.
«I sistemi per
prevedere un terremoto già esistono — dice —, è che mancano i soldi per
perfe­zionarli. A differenza dei miei colleghi so­no convinto che non è
impossibile preve­dere un sisma, ci riusciremo. Fu proprio Boschi, oggi
nemico dei precursori, a fa­re la previsione del 1985»
. E spiega: «Nel
2005 abbiamo presentato un progetto al­la Regione per l’installazione
di 25 cen­traline per il rilevamento di radon e sta­zioni radio a bassa
frequenza (alcune an­che nel Gran Sasso). Per un punto siamo stati
esclusi dalla graduatoria e le prime centraline sono state
disattivate».
   
All’università di Pisa si studia invece il radon nelle acque
sotterranee della Garfagnana e della Lunigiana
. Il team di Giorgio
Curzio, docente di Misure nucle­ari,
ha elaborato uno studio di
fattibilità per il monitoraggio del radon: stazioni prototipo che ogni
sei ore dovrebbero trasmettere al dipartimento e alla Prote­zione
civile i livelli.

Tra i ricercatori che studiano il radon c’è anche Calvino Gasparini,
dell’Istituto nazionale di geofisica. Nel 1985 fu uno degli esperti a
formulare la previsione della Garfagnana.
Oggi è direttore del Museo
geofisico di Rocca di Papa dove da quattro anni una centralina misura
il radon. «Sappiamo che questo gas è un precursore dello stress
sismico, ma per ora non ci dice il 'dove' e il 'quando' av­verrà un
terremoto».
Più attendibile l’analisi storico-statistica: «Sulla base
della quale scattò l’allerta del 1985. Nel caso di Giuliani non
esistevano parame­tri consolidati, ma un censimento a se­taccio grande
degli edifici più vecchi e una maggiore informazione, forse...».

Nel 1985 la «scossa pericolosa» non ar­rivò. E l’ex ministro
Zamberletti finì sot­to inchiesta per procurato allarme.
Forse per
questo da allora ha sempre chiamato i centomila sfollati «un test». E
oggi riba­disce: «I terremoti non sono prevedibi­li ». Ma poi spiega:
«Allora il radon non c’entrava, lì ci trovavamo davanti a dati
statistici particolari. Davanti a una previ­sione della comunità
scientifica come quella di 24 anni fa, proprio Boschi e Bar­beri mi
avvertirono del rischio, farei la stessa cosa: ordinerei lo stato
d’allerta».

Alessandra Mangiarotti

Corriere della sera 08 aprile 2009

Il rettore dell'Università di Trento:"Giuliani non è un pazzo" Bassi: sistema del radon, una certa prevedibilità c'è

di Jacopo Tomasi
TRENTO. Davide Bassi, rettore dell'ateneo trentino, è fisico di professione e in questa veste interviene sul tema che in queste ore divide l'Italia: il terremoto che ha colpito l'Abruzzo si poteva prevedere? Lo studio di Giampaolo Giuliani (la possibilità di prevedere, dalle 6 alle 24 ore prima, un evento sismico calcolandone epicentro, intensità e ipocentro, grazie a una rete di rivelatori di concentrazione di gas radon) era attendibile? Difficile dare risposte nette, anche di fronte alle proporzioni della tragedia, ma Bassi esprime il suo pensiero. "Per la protezione civile non era certo facile decidere di evacuare un'area così vasta, ma chi ha fatto la previsione del terremoto è uno studioso serio che non va insultato". La Protezione civile lo denunciò per "procurato allarme".
 Secondo lei, professore, l'intuizione di Giuliani non era poi così assurda.
 Premetto che il mio è un ragionamento da fisico, non da geologo. Comunque, il radon è un gas naturale radioattivo che viene emesso dal terreno. Lo si trova ovunque, in quantità più o meno grandi. Viene monitorato perché, se supera una certa soglia, può provocare tumori ai polmoni.
 Per Giuliani la quantità di gas radon emessa in queste settimane nei dintorni de L'Aquila era il campanello d'allarme per un sisma di fortissima intensità.
 Questo tecnico che lavora presso i laboratori del Gran Sasso ha spiegato che quando il rilascio di questo gas aumenta molto è in arrivo un evento sismico. Ed è plausibile che i movimenti del sottosuolo possano aumentare la produzione di radon, che si trova appunto sottoterra.
 Insomma, la protezione civile non ha preso in considerazione un'indagine seria?
 Questo non si può dire. Se la protezione civile evacuava una zona così vasta per settimane e poi non accadeva nulla, cosa sarebbe accaduto? A mio modo di vedere non si può né gettare la croce contro Bertolaso, che aveva una grande responsabilità, né dare dell'idiota a Giuliani.
 Ma questo sistema potrebbe essere utile per prevenire terremoti futuri?
 Un sistema per prevedere eventi sismici ancora non c'è. Vorrebbero averlo tutti se si pensa ai morti e ai danni che potrebbe evitare. Al momento, però, un sistema d'allarme empirico non esiste, anche se quello del radon può essere un indizio che va approfondito con attenzione per capire se può davvero dare risposte efficaci in futuro ed evitare situazioni drammatiche come quelle che si stanno vivendo in queste ore in Abruzzo
(07 aprile 2009)

Fonte della notizia Repubblica.it. The Instablog (www.instablog.org) non è responsabile del contenuto degli articoli riportati in questa pagina.

 

Terremoto: Ambrosio (Infn), Giuliani Ha Ragione su Gas Radon
06 Aprile 2009, 18:32

ROMA - Conosco bene Giuliani perchè ho lavorato quattro anni con lui. Negli ultimi tempi ci siamo scambiati dati sulla possibile correlazione terremoti-emissioni di gas Radon. Nei laboratori del Gran Sasso c'è un interferometro laser che registra gli spostamenti della roccia perchè il laboratorio è attraversato da una faglia sismica: questa è una cosa nota. Lo afferma Michelangelo Ambrosio, Dirigente Ricerca Infn (Istituto Fisica Nucleare) di Napoli, in una lettera all'associazione 'Giuseppe Dossettì in cui nota "trascurare con superficialità le applicazioni di nuove tecnologie solo perchè proposte da ricercatori non appartenenti allo establishment preposto a tale funzione è una negligenza criminale di cui oggi paghiamo le conseguenze". Insomma, una conferma della teoria di previsione del terremoto di Giampaolo Giuliani. "Le tragiche sequenze di queste ore del terremoto in Abruzzo rendono più che mai attuali le indicazioni degli scienziati - si aggiunge nella nota - che compiono studi di vulcanologia come il Dott. Giuliani tecnico e ricercatore del laboratorio di fisica del Gran Sasso". Quindi a supporto della tesi Giuliani c'è l'intervento ora di Ambrosio dell'Infn di Napoli e del responsabile dell'Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell'Associazione, "Giuseppe Dossetti", Corrado Stillo. "Chiediamo che quanto prima si apra un serio dibattito sul perchè studi di previsione ricercatori italiani sulla possibile previsione di terremoti non sono presi in considerazione. Non è l'ora delle polemiche ma è opportuno che in un Paese sismico come il nostro - sostiene Stillo - gli studi sulle previsioni basate sull'emissione di gas radon siano valutate come avviene in altri Paesi, tra cui il Giappone, dove da tempo i dati sul radon vengono presi ed analizzati dagli esperti"

L'adige.it 9 aprile 2009

Vattinno, (IDV): Giuliani aveva ragione

Giuliani aveva utilizzato un metodo scientifico, ripetiamo scientifico (e quindi passibile della metodologia galileiana di: osservazione, sperimentazione, ipotesi e teoria), quello di misurare la concentrazione di gas radon (gas radioattivo derivato dall'elemento uranio), liberata dal sottosuolo”. È quanto afferma Giuseppe Vatinno responsabile nazionale energia ed ambiente di Italia dei valori. “Tale metodo lo aveva sviluppato insieme al professor Viktor Alekseenko, dell'Università di Baksan, in Russia. Poiché, i primi di aprile, tale concentrazione stava aumentando esponenzialmente, il Giuliani aveva detto pubblicamente di attendersi uno e più sismi nell'area interessata. Per tutta risposta il capo della Protezione civile e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dr Guido Bertolaso lo ha denunciato per ‘procurato allarme’ dandogli dell'’imbecille’. "Si noti che il metodo del radon non solo è ben noto (e quindi non una strampalata teoria del Giuliani) ma, al contrario,è una metodologia internazionalmente seguita e studiata. In Italia, inoltre, per fare solo un esempio, le Università di Pisa, con Giorgio Curzio, fisico e docente di 'misure nucleari' e l'Università di Bari, con il gruppo di Francesco Biagi, da anni studiano la metodologia e nel caso pisano i dati sono addirittura comunicati con regolarità al dipartimento della Protezione civile”. “Inoltre – continua Vatinno -, risulta che proprio all'Istituto nazionale geofisica e vulcanologia (Ingv),sia attivo il gruppo guidato da Calvino Gasperini (che nel 1985 previde il terremoto della garfagnana) abbia una rete attiva di monitoraggio del gas radon. 

TERREMOTO IN ABRUZZO: RADON PRECURSORE SISMICO? SOLO CON LA RICERCA SCIENTIFICA SI VA AVANTI

VITERBO (UNONOTIZIE.IT) E’ veramente sconcertante vedere ancora una volta, nelle ultime notizie, come i nostri grandi “esperti”, incattedrati nei laboratori e altri enti governativi, si permettono di criticare, in maniera maleducata, le ricerche di colleghi non appartenenti ai loro “ambiti”, singoli ricercatori spesso all’avanguardia nel loro tentativo di investigare problemi di grande importanza.

Prendiamo quest’ultimo caso, dell’utilizzo del Radon nel prevedere l’arrivo di un terremoto lo studio della coincidenza fra questi due fattori è in pieno sviluppo, con notevole successo, nei paesi più terremotati al mondo dal Giappone, alla Cina, dalla California, al Portogallo!

E perché spesso non si trova questa coincidenza?

Per carenze geologiche e tecniche!

Le emissioni Radon non dipendono solo dai terremoti, bensì dagli effetti delle maree luni-solari, dai venti, dall’umidità, dalle temperature, dalla pressione atmosferica, dal vulcanismo, da radiazioni cosmiche, tutti disturbi che devono essere filtrati ed eliminati prima di poter parlare di un effetto tellurico.

I dati prelevati da una singola stazione Radon non possono assoltamente essere utilizzati per questi tipi di applicazioni.

Riguardo al terremoto in Abruzzo il nostro tecnico del Gran Sasso ha ben risolto il problema, avendo installato cinque stazioni Radon, ciascuna schermata dal piombo e interrata nel terreno.

In un esperimento negli anni ‘90, avevamo dodici stazioni interrate registranti simultaneamente le emissioni del gas. 

Ma bisogna definire questo “successo”; qui stiamo cercando di correlare eventi in tempi geologici con quelli umani; la Terra ha qualche anno più di noi, così che un qualsiasi evento geologico, come un terremoto, se viene preannunciato per un domani geologico, potrebbe benissimo attuarsi in un nostro domani umano come fra una settimana, un mese.

E così per l’ubicazione dell’epicentro qualche decina di chilometri non sono niente in una scala geologica cercando di definire un’attività in profondità.

  Prof. Dr. Fabrizio Aumento
 

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www.bambinicoraggiosi 11 aprile 2009