TERREMOTO:I GIORNALISTI SI ACCALCANO NEI CAMPI ORGANIZZATI, MA CI SONO ZONE IN CUI NON SI E' MAI VISTO NESSUNO

 

{B}L'appello a Berlusconi: "Aiutateci..."{/B}

DI ROBERTA LERICI

Mi riferiscono amici scampati al crollo delle loro case a L'Aquila, che  I giornalisti si accalcano nei pressi delle tendopoli più grandi, ovvero vicino ai campi organizzati, mentre ci sono posti in cui la gente dorme ancora in macchina e dove i soccorsi non sono mai arrivati. Ci sono persone, infatti, che non possono rientrare in casa, ma dormono davanti alla loro abitazione per paura dello sciacallaggio. Gli uomini preposti alla sorveglianza, dicono, sono troppo pochi e non possono sorvegliare tutto. In periferia e nelle frazioni, quindi, nuclei di persone sono completamente abbandonate.Oggi, una mia amica ha inviato un furgoncino con coperte e viveri ad uno di questi nuclei in presidio permanente davanti alle case. Mi domando come mai non venga in mente ai giornalisti che si trovano sul posto, di andare alla ricerca di queste persone dimenticate. Potrebbero svolgere contemporaneamente due funzioni: quella di informare e quella di essere utili al prossimo.Inoltre, immagino che ognuno di loro ogni

 

giorno sarà alla spasmodica ricerca di notizie ancora non trasmesse o di qualche caso interessante ancora non segnalato e, invece, ci tocca vedere una giornalista che, di notte, bussa ai vetri di un'auto, per chiedere agli sfollati come ci si sente a passare la terza notte in macchina, o un'altro che si avvicina alla gru dei pompieri per intervistare una signora di 90 anni appena salvata:"Ce l'ha fatta ad essere salvata, eh?". Ovviamente ci sono anche giornalisti bravissimi sul posto, quindi mi appello a loro: individuate le persone isolate e segnalatele.

Oggi, per esempio, ho ricevuto una segnalazione che riguarda i "nuclei industriali di Bazzano" (vicino a Paganica). Gli imprenditori presidiano i capannoni delle loro aziende per difendere i macchinari da eventuali atti vandalici o di sciacallaggio. Finora nessuno si è recato da loro ed è di oggi la notizia che le prime verifiche nella zona si avranno fra 3 settimane. Nel frattempo tutta l'attività rimarrà ferma e, naturalmente, non è stato ancora stabilito quali procedure si devono seguire per poter riprendere il lavoro nelle aziende  le strutture non risultassero danneggiate. Gli stessi imprenditori,  nel terremoto hanno perduto la casa.
Se si potesse accelerare la ripresa, sarebbe un bene per l'intera economia del luogo, ma nel frattempo, sarebbe importante che  queste aziende, una delle quali una è stata completamente scoperchiata dal sisma, venissero presidiate dalle forze dell'ordine o da un apposito servizio di vigilanza.

Fra le altre segnalazioni che ricevo c'è quella dei "liberi professionisti" che hanno perso, oltre alla casa, anche il loro studio. Non hanno possibilità di sostentamento, nè ammortizzatori sociali e si domandavano se era stata prevista una qualche forma di aiuto nei loro confronti.(per esempio dentisti,laboratori analisi, medici, o altri hanno perso macchinari costosi che non sono in grado di ricomprare).

Mi piacerebbe che i giornalisti parlassero anche di questo.

Autore: Roberta Lerici

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