TERREMOTI: ANOMALIE NELL'EMISSIONE DEL RADON E FENOMENI EM PRE-SISMICI: UNO STUDIO GIAPPONESE

Secondo questo articolo del 2007, altri scienziati sostengono le teorie di Giampaolo Giuliani sulla possibilità di prevedere i terremoti

sabato 24 novembre 2007

L’osservazione di emissioni anomale di radon è stata rilevata ormai in moltissime occasioni prima di sismi di forte intensità. Essa è stata collegata da un certo numero di scienziati ai fenomeni EM che precedono i sismi, ad esempio alle intense fluttuazioni del campo elettrico atmosferico e ad alcuni disturbi ionosferici. Sono ormai trent’anni che se ne discute il potenziale come precursore sismico.

Al riguardo un gruppo di sette scienziati giapponesi capeggiati da Y. Omori, del Dipartimento di Scienze geoambientali della Tohoku University di Sendai (gli altri sei Autori, ossia Y. Yasuoka, H. Nagahama, Y. Kawada, T. Ishikawa, S. Tokonami ed M. Shinogi provengono da altre istituzioni universitarie o dall’Istituto nazionale di scienze radiologiche di Chiba) ha pubblicato il mese scorso un saggio di notevole importanza nella rivista Natural Hazards and Earth System Sciences e più esattamente alle pp. 629-635 del n. 5 del vol. 7 dell’anno 2007.

Si tratta di “Anomalous radon emanation linked to preseismic electromagnetic phenomena”. Potete scaricarlo all’url:

http://www.nat-hazards-earth-syst-sci.net/7/629/2007/nhess-7-629-2007.pd...

In questo lavoro gli Autori analizzano la concentrazione del radon atmosferico e stimano i cambiamenti che le condizioni elettriche dell’atmosfera subiscono quando si verificano anomalie nella concentrazione del radon in situazioni pre-sismiche.

Gli scienziati sostengono che l’incremento del radon obbedisce ai processi evolutivi dei danni crostali, seguendo una crescita esponenziale che prosegue sino al momento del terremoto.

Ancora più rilevante il fatto che l’emanazione di radon provochi la diminuzione del campo elettrico atmosferico sino al 40% e che ne influenzi l’intensità massima sino a 104 - 105V/m, in modo tale da innescare disturbi ionosferici almeno in potenza in grado di contribuire a diversi tipi di fenomeni.

In conclusione, secondo gli Autori i cambiamenti osservati rientrano nei valori necessari per spiegare i fenomeni EM associati a terremoti di forte intensità.

FONTE