Pedofilia/Bambini testimoni:Le paure degli adulti

 

 

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MINORI. ABUSI, "IL DIRITTO DI MENTIRE, GARANTISMO UNIDIREZIONALE"

"Nel nostro Diritto, il piu' bieco stupratore pedofilo ha diritto di mentire in quanto fa parte della sua lecita difesa,un bambino gia' perturbato per quello che comunque giuridicamente gli sta capitando,se mente anche sull'onda di un comprensibile disorientamento diventa "il minore vittimizzatore dell'adulto..."

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 24 mar. - Dopo la delibera della
giunta dell'Unione delle Camere penali italiane, dell'11 marzo
scorso, sui minori vittime di reato e sulle loro testimonianze in
procedimenti penali, accolte "sacrificando integralmente il
diritto di difesa degli indagati e degli imputati",
ospitiamo il
parere di Maria Rosa Dominici, Progetto Psicantropos, New York
Academy of Sciences.

"Quanto assurda,pregiudizievole e priva di garantismo equo fra
vittima e vittimizzatore e' l'asserzione che i minori sono
colpevoli di saper mentire, specie nei casi di presunto abuso
sessuale.

Nel nostro Diritto, il piu' bieco stupratore pedofilo ha diritto di mentire in quanto fa parte della sua lecita difesa,un bambino gia' perturbato per quello che comunque giuridicamente gli sta capitando,se mente anche sull'onda di un comprensibile disorientamento diventa "il minore vittimizzatore dell'adulto...
IL PICCOLO FEROCE MOSTRO ROVINA FAMIGLIE PIENO DI FANTASIE
SESSUALI TALMENTE PERVERSE DA TURBARE L'ADULTO E LA GIUSTIZIA"
.
Chissa dove mai le ha ascoltate, viste, imparate?
Ci si e' mai chiesti perche' se poi questo stesso minore,una
volta adulto riapre il processo e con armi derivategli dal suo
stato di adulto,puo' giungere finalmente all'incriminazione del
reo?
Da anni in conferenze ed articoli parlavo del rischio che anche in Italia arrivasse in modo strisciante ed imitativo cio' che negli STATI UNITI gia' aveva preso piede ,dietro la presunta liceita' culturale del DIRITTO ALL'AGIRE SENZA REMORE LA SESSUALITA INTERGENERAZIONALE, ossia ipocritamente permesso per i pedofili di avere rapporti con minori apparentemente consenzienti, d'altronde la vittima di cui dignita' e reattivita' sono fiaccate, non puo' che essere supinamente consenziente per sperare di avere salva la vita,e la casistica in cio' si spreca.
Bene questo segnale d'allarme ,non preconcetto ci avvisava come vere lobby di avvocati e specialisti si stessero potenziando nella difesa del presunto reo anticipando il NEGAZIONISMO riguardo la pedofilia e LA DENIGRAZIONE DEI MINORI ABUSATI.
E' vero che ci sono casi di falso abuso, e l'esperto se tale e', se ne rende conto con scienza e coscienza anche perche' ,in questo manca il movente del danneggiare un innocente, sconosciuto. I bambini come gli adulti possono e sanno mentire, ma mentre per l'adulto vi e' una esperienza di vita ,il diritto di difesa, il garantismo e la legge che lo assolve in presenza del ragionevole dubbio che ormai e' divenuto strumento privilegiato di difesa nei reati piu' efferati,tutto cio' non e' alla portata della capacita' di utilizzo di tale raffinato meccanismo da parte di un minore che in molti casi sta gia' vivendo il trauma psicosomatico di una violenza subita o assistita.
Stabilito che in casi cosi dolorosi ci debba essere una attenzione deontologica ed etica rispetto a tutte le operazione che i vari organi laici e giuridici devono compiere col minore vittima-testimone, in modo che non venga ulteriormente danneggiato, vittimizzato o addirittura vanificato tutto l'operato con le conseguenze che spesso vengono utilizzate a
boomerang nella stampa del sensazzionalismo,dove non si capisce
l'utilita' del garante,della privacy e delle varie CARTE DI NOTO,
DI TREVISO ecc.
Parliamo dell'insieme di elementi che comprovano la veridicita'
del racconto di abuso:

DISEGNO: ha una lunga tradizione di utilizzo clinico e
peritale come elemento proiettivo,in esso il bambino trasferisce
pensieri, sentimenti, comportamenti e relazioni interpersonali in
immagini concrete che se messe in correlazione con altri elementi
forniti, ci dimostrano come sia piu difficile,complesso e
faticoso mentire, ricordando e ricostruendo sempre la menzogna.
Se utilizziamo il concetto psicosomatico,dato il manifestarsi
frequente di disturbi in corrispondenza di abusi,si ha che la

MEDICINA PSICOSOMATICA dimostra che i conflitti psichici ed i
disturbi funzionali dell'organismo sono strettamente legati in
presenza dei cosi detti disturbi postraumatici, e spesso emergono
apparenti verbalizzazioni o segni grafici che assumono il
significato del simbolo che spesso e' strettamente correlato e
consequenziale a cio' che e' narrato e denunciato. Se si
considera il termine SIMBOLO,dal greco UMBALEIN=GETTARE INSIEME, la derivazione dal latino cristiano ci dice che significa prima di tutto SEGNO,
IMPRONTA DI RICONOSCIMENTO
,la psicoanalisi utilizza il termine per
contrassegnare la relazione che unisce nel comportamento o nel
linguaggio un contenuto apparente con il suo contenuto latente, REALE
MA NASCOSTO,percio' irriducibile ad ogni motivazione cosciente.

L'EMOTIVITA', perche' anche questa viene percepita come
risposta comportamentale a sfavore della veridicita' delle
narrazioni del minore abusato? Di fatto l'emotivita',designa la
proprieta' fondamentale che ha l'individuo di reagire,psichico e
somatico, ad eccitazioni fisiche o a modificazioni della sua
situazione organica o psichica, quindi l'emotivita' e' uno degli
aspetti fondamentali dell'affettivita',per cui la reazione
emotiva si esprime in 4 modi principali di reazione,

IL PIACERE,LA TRISTEZZA, LA COLLERA E LA PAURA,tutto facilmente rilevabile nelle piccole vittime.
L'uso di strumenti adeguati presuppone sempre la capacita' di
costruire un rapporto con i bambini,ad esempio lo strumento
dell'I.C.(intervista cognitiva).
È una procedura sviluppata negli USA per aiutare ufficiali di polizia o altri professionisti per ottenere resoconti piu' completi ed accurati da un testimone.E' una tecnica basata su principi psicologici riguardanti il ricordo ed il recupero di informazioni dalla memoria (Ed Geiselman e Ron Fisher 1984).
Questo tipo di intervista si basa su 2 principi teorici: 1) ci
sono numerosi metodi per recuperare dalla memoria un evento, per
cui informazioni non accessibili con una tecnica possono esserlo
con un'altra; 2) ci sono molteplici parti che che compongono una
traccia di memoria ed un suggerimento per il recupero e'
effettivo purche' ci sia una sovrapposizione tra esso e
l'informazione codificata.
Le tecniche che possono essere utilizzate sono 4:
1) ricostruire mentalmente il contesto fisico e personale
esistito al momento del fatto,per riuscire cosi ad aumentare
l'accessibilita' dell'informazione conservata nella memoria,
l'intervistatore puo' chiedere di recuperare una immagine o
un'impressione circa le caratteristiche ambientali della scena
originale,per esempio la disposizione degli oggetti nella
stanza,per poi commentare le reazioni emozionali e le sensazioni
avute in quel momento(odori, rumori, paura, fastidio, ecc.) che
fossero presenti nel contesto in cui si e' svolto il fatto.
2) Chiedere al testimone di riportare tutto cio' che ricorda,
incluse le informazioni parziali,che potranno essere utili per
riuscire a collegare i vari dettagli dello stesso fatto forniti
da altri testimoni o dallo stesso soggetto in momenti diversi.
3) Chiedere all'intervistato di ricordare partendo da punti di
vista diversi,cosi si cerca di incoraggiare il testimone a
guardare il fatto come se fosse stato un altro soggetto,lo scopo
e' quello di aumentare la quantita' di dettagli del racconto.
4) Dire al soggetto di ricordare partendo da diversi momenti nel
tempo e non dall'inizio che e' cio' che di solito si richiede,
infatti l'intervista cognitiva permette un tentativo di recupero
dell'episodio dalla memoria profondo e completo,incoraggiando i
testimoni a ricordare in ordine diverso,iniziando ad esempio
dalla fine o dalla meta' o dall'episodio piu' memorabile".

www.bambinicoraggiosi.com 26 marzo 2009