Milano, prof delle medie rischia processo: palpeggiava e insultava studenti


Il metodo e l'approccio poco ortodossi della docente di lettere di 52 anni con ragazzini dodicenni o poco più, a Milano, viene a galla al termine di un anno di indagini

"deficienti" e "ignoranti""sporchi negri"
Un campionario di comportamenti che un insegnante non deve mai neppure sognarsi di tenere fa da contorno ad altri atteggiamenti che configurano veri e propri reati gravi e che sono alla base di un'inchiesta appena chiusa dalla procura di Milano nei confronti di una professoressa di una scuola media dell'hinterland. Professoressa che ora rischia il processo per violenza sessuale e per maltrattamenti aggravati sia dall'abuso del ruolo ricoperto sia dall'odio razziale.

Il metodo e l'approccio poco ortodossi della docente di lettere di 52 anni con ragazzini dodicenni o poco più viene a galla al termine di un anno di indagini e dopo che gli adolescenti, preso coraggio, hanno raccontato quel che accadeva durante le ore di lezione. Si parte dalle insidie di tipo sessuale che cinque di loro, tra cui una fanciulla, sono stati costretti a subire: pacche sul sedere, "toccamenti lascivi" nelle parti intime e palpeggiamenti vicino ai genitali. Senza parlare di quando lei, in classe, tra i vari gesti scurrili e a sfondo erotico, si è alzata la minigonna fino a mostrare la biancheria intima. E di quella volta che toccando il portafogli che un alunno aveva in tasca gli chiese: "Cos'hai qua di duro?".

Provocazioni di natura sessuale, secondo la ricostruzione del pm, che si aggiungono ad altre provocazioni in senso più generale come l'essersi rifatta il trucco in classe, l'aver ostentato le sue possibilità economiche e l'aver posto domande o fatto affermazioni che nulla avevano a che fare con la didattica: dal "ti piacciono i miei stivali?" al "ti puzzano le ascelle". Oltre a ciò i maltrattamenti abituali nei confronti degli allievi non mancavano: da insulti del tipo "deficienti" e "ignoranti" a frasi derisorie come "tu ce l'hai piccolo", fino a parolacce e espressioni pesanti come quando, davanti a bambini extracomunitari, avrebbe definito le persone di colore "sporchi negri". E ciò causando "disagio e dissenso" nella scolaresca, che per questo sarebbe stata presa a male parole dalla professoressa.

Il quadro che ne viene fuori è inquietante perchè quella prof che, inoltre, cantava a voce alta durante le lezioni e stava al telefonino incurante di quel che accadeva in classe, con il suo sistema educativo caratterizzato da "violenza morale e psicologica", così ritengono gli inquirenti, ha provocato "disorientamento e sofferenza" danneggiando in sostanza la crescita dei suoi alunni.
(La Repubblica 18 marzo 2009)