Bambini Coraggiosi - Il blog di Roberta Lerici

Roma, Maltrattamenti scuola materna: chiesti 3 anni per la suora

Bimbi maltrattati a scuola, chiesti 3 anni per la suora La religiosa era l’insegnante cui erano affidati i piccoli

In particolare, oltre a palpeggiarli, avrebbe fatto sdraiare i bambini a terra nudi, durante l’ora di ginnastica, e li avrebbe molestati con un pennarello. Per queste accuse la procura ha chiesto l’assoluzione."

ASILO NIDO A soli 6 anni soffrivano di un «disturbo post traumatico da stress». Secondo la procura di Roma non si tratta di un caso.

Gli inquirenti ritengono infatti che quel trauma, capace di creare problemi psicologici ai due bimbi, si sarebbe verificato all’interno della scuola paritaria d’infanzia dove tutti i giorni, i genitori delle vittime, accompagnavano i loro figli. Si trattava di un istituto religioso e la persona che gli inquirenti considerano essere l’artefice dei numerosi maltrattamenti inflitti ai piccoli, era proprio la persona che avrebbe dovuto occuparsi di loro, un’insegnante, una suora di origini asiatiche.

Coperchia, violenza sessuale all’asilo: in caso di condanna risarcirà il ministero

 

Sarà il ministero della pubblica istruzione a dover risarcire, in caso di condanna, i familiari dei bambini della scuola d’infanzia di Coperchia, presunte vittime di un giro di pedofilia messo in atto da sei persone tra bidelli e personale amministrativo in servizio all’asilo finito nel 2010 nell’occhio del ciclone. La chiamata in causa dell’ente, in qualità di responsabile civile, è stata avanzata ieri ed è stata accolta dal Gup del tribunale di Salerno Donatella Mancini davanti al quale si è aperta l’udienza preliminare. Si sono costituiti parte civile anche i genitori dei sei bambini presunte vittime degli abusi. L’udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 25 febbraio.

 

ASILO DI COPERCHIA:CHIESTI SEI RINVII A GIUDIZIO PER ABUSI SUI BIMBI

Presunti abusi all'asilo di Coperchia: chiesto il rinvio a giudizio per 6 persone 16 gennaio 2016;insegnante è accusata di non esser stata vigile ed aver consentito gli abusi, mentre gli altri indagati sarebbero i responsabili di violenze di gruppo e foto pedopornografiche“ Dopo cinque anni di indagini sull'asilo degli orrori di Coperchia, arriva la richiesta di rinvio giudizio per  i bidelli A.A. e L.A., l’impiegato 63enne A. P., la maestra F.C. e due addetti alle pulizie, D.L e A. R.. Come riporta La Città, riflettori nuovamente puntati sugli episodi di violenza subiti dai bimbi nell'istituto per l’infanzia nell’anno scolastico 2009-2010: l’insegnante è accusata di non esser stata vigile ed aver consentito gli abusi, mentre gli altri indagati sarebbero i responsabili di violenze di gruppo e foto pedopornografiche.

Almeno sette le piccole vittime che ora potranno costituirsi parte civile tramite i genitori. All’epoca delle presunte violenze i bimbi avevano tra i quattro e i cinque anni. FONTE

Asilo degli orrori: sei indagati per le violenze sessuali sui bambini

 

10 GIUGNO 2015 

TANTE MAESTRE SBAGLIANO LAVORO MA NESSUNO LE FERMA

 «Pisa, maestra arrestata: violenze sui bimbi dell'asilo nido»; «Pavullo, bimbi maltrattati all'asilo»; «Roma, violenze e umiliazioni su minori disabili. Arrestati dieci dipendenti di un istituto». Sono solo tre titoli di articoli online, tre fatti distinti accaduti negli ultimi giorni. Su change.org, per reazione, si moltiplicano le petizioni per chiedere l'installazione di telecamere attive H24h nelle strutture che accolgono minori e disabili. Ma qual è davvero il problema? Lo abbiamo chiesto a Daniele Novara, pedagogista, fondatore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, "regista" di innumerevoli "scuole genitori".

Leggiamo spesso di maestre di asilo nido e scuola dell'infanzia, ma anche di educatori di centri per persone con disabilità, che maltrattano le persone loro affidate. Qual è il problema?

VIOLENZE ALL'ASILO, CASSAZIONE: SI' ALLE TELECAMERE , SCUOLE LUOGHI PUBBLICI

 3 febbraio 2016
(red.) La cronaca bresciana e in particolare quella della Valcamonica del 2012 raccontava di violenze sui bambini avvenute alla scuola materna di Capo di Ponte per opera di una maestra, poi arrestata. La donna è stata imputata nel processo di primo grado con la condanna a un anno, salvo poi ricorrere in appello dove la pena le è stata ridotta a quattro mesi. Il motivo? Secondo i primi giudici si configurava il reato di maltrattamento, ma per quelli di secondo grado si trattava di abusi nei metodi di correzione. In pratica, non violenze volontarie, ma soluzioni per educare gli studenti.
 
La maestra attualmente è costretta all’obbligo di dimora a Ceto, mentre nelle ore precedenti a mercoledì 3 febbraio è arrivata una notizia che cambierà l’entità della pena.
Dopo la riduzione in appello, infatti, la procura generale di Brescia aveva impugnato la sentenza alla Corte di Cassazione chiedendo di annullarla e di ristabilire la pena nuovamente in secondo grado. La richiesta è stata accolta e quindi la Corte d’Appello dovrà pronunciarsi sul periodo di detenzione della donna. Palazzo Cavour aveva ricevuto anche il ricorso della stessa docente contro l’uso delle telecamere, senza autorizzazione, piazzate dai carabinieri nell’asilo dopo che erano giunte alcune segnalazioni dai genitori. Ma l’istanza è stata rigettata: la scuola, infatti, può essere considerata come un luogo aperto al pubblico.
 
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