Bambini Coraggiosi - Il blog di Roberta Lerici

Figli contesi e strane teorie: "un genitore abusante deve mantenere il rapporto con il figlio"

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Di Roberta Lerici

Sembrano teorie frutto della fantasia di menti malate, invece purtroppo in Italia ci sono figure istituzionali impiegate nel settore Minori che ritengono valida la teoria secondo cui "un genitore abusante è comunque necessario al corretto sviluppo del figlio". Dove avranno letto questo genere di teorie giudici, assistenti sociali, psicologi? Su quali testi si saranno formati? Su quali basi o esperienze avranno fondato questo assunto? Nessuno può dirlo, in quanto personalmente non conosco autori o testi noti che sostengano queste teorie.

L'Italia, però, è un paese strano, dove persino le ovvietà avrebbero bisogno di una legge che le certifichi:"Se sei stato condannato per mafia, non puoi entrare nella commissione anti mafia", "Se sei stato condannato per corruzione non puoi gestire appalti", "Se sei stato condannato per pedofilia non puoi aprire un asilo", ecc, ecc. Tutte ovvietà che da noi possono verificarsi perchè non ci sono leggi che lo impediscano.

E allora, probabilmente, saremo presto costretti a proporre una legge di iniziativa popolare che impedisca per l'ennesima volta, una ovvietà:"Il bambino abusato dal genitore deve esserne allontanato e non deve essere costretto da nessuna istituzione a continuare ad avere rapporti con lo stesso" Di seguito un illuminante commento rivolto a uno psicologo risalente al 2010. Dopo due anni posso dire che le cose sono ulteriormente peggiorate.

CITTADELLA "LIBERATE LEONARDO, UN BAMBINO SANO": AL VIA LA RACCOLTA FIRME

 

Al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Al Ministro della Giustizia, Paola Severino

Al Ministro della Salute, Renato Balduzzi

Roma, 1 novembre 2012

Appello

Al piccolo Leonardo, di anni 10 è stata diagnosticata una sindrome risultata inesistente per la comunità scientifica, la Pas. Nonostante questo, non è stata interrotta la "terapia" a cui si è ricorsi per "curarla".

Il bambino si trova così dal 10 ottobre 2012 in un istituto per minori, lontano dalla mamma e dai suoi compagni di scuola, con la possibilità di vedere soltanto il papà che ha deciso di prelevarlo con l'ausilio delle forze dell'ordine e dello stesso consulente tecnico d'ufficio nominato dal tribunale dei minori di Venezia per le due perizie (che hanno causato perdita della potestà e allontanamento su diagnosi di PAS).

Il prelevamento è avvenuto direttamente a scuola con un'azione estremamente violenta che ha scioccato l'Italia intera. Dal tipo di provvedimento adottato (allontanamento dalla madre e collocamento in istituto), espressamente prescritto nell'ultima perizia, si evince che si stiano seguendo i dettami di Richard Gardner (colui che ha ritenuto di scoprire la Sindrome da Alienazione Parentale) il quale prescriveva come cura della presunta grave patologia psichiatrica l'utilizzo di strutture protette in cui "deprogrammare" i bambini che rifiutavano uno dei due genitori, allontanandoli e tenendoli a lungo separati da quello con cui avevano il rapporto affettivo più forte.

Cittadella, Cancrini: Quella diagnosi sbagliata e il bimbo conteso

 

Quella diagnosi sbagliata e il bimbo conteso

 da l'Unità del 17 ottobre 2012

di Luigi Cancrini

Psichiatra E Psicoterapeuta

Un decreto del tribunale è legge. Applicare la legge, però, non significa violarla. Il bambino prelevato dalla scuola e trascinato con la forza verso la volante della Polizia è una contraddizione esecrabile. I genitori hanno protestato, perché quelle immagini trasmesse dalla trasmissione «Chi l'ha visto?» hanno scosso la coscienza.

Fabio Sìcari Il fatto per me più sconcertante in questa faccenda triste è la presenza, sulla scena del prelievo forzoso del bambino, del consulente tecnico d'ufficio (Ctu) che ha assistito, senza intervenire, alla violenza esercitata sul bambino. Perché? Per un errore metodologico, a mio avviso, legato a quella sua diagnosi, tanto discutibile e tanto di moda oggi, di «sindrome di alienazione parentale» che impropriamente trasforma il bambino conteso in un bambino malato, il genitore «alienante» in un mostro (più o meno malato anche lui/lei) e l'altro in una «vittima» di cui va difeso il diritto. Senza capire che le situazioni croniche di conflitto esprimono una patologia della relazione prima e più che degli individui.

Ma senza rendersi conto soprattutto del fatto che quella che si decide di non ascoltare più è la voce del bambino perché «alienato» e, dunque non attendibile, il bambino può solo gridare, dimenarsi, stare male, «fare dei sintomi». Inverando alla fine la profezia che si autodetermina del medico.

Bimbo Conteso, avv. Coffari:"Garante Infanzia intervenga su temi che incidono su salute bambini"

 

 COMUNICATO DEL 26 OTTOBRE 2012

L’avv. Girolamo Andrea Coffari, in qualità di difensore della sig.ra Ombretta G., esprime forti perplessità in merito alle dichiarazioni rilasciate dal Garante per l’Infanzia il quale anzichè riferire notizie sul caso singolo che, in verità, non rappresentano con precisione ciò che si sta verificando, dovrebbe intervenire a tutela dei bambini esprimendo il suo orientamento su temi di fondamentale e attuale importanza.

Con amara sorpresa infatti si registra il più assoluto silenzio da parte del Garante dell’Infanzia sul fatto che in Italia si sia diagnosticata, in questo caso come in altri, la PAS, una teoria cioè pericolosa e ascientifica immaginata da Richard Gardner con note posizioni ideologiche a favore della pedofilia il quale ha proposto, per i bambini PAS, la Terapia della Minaccia, altro orrore dal quale i bambini dovrebbero essere protetti. Il Garante dell’Infanzia ha il dovere di prendere posizioni nette e inequivocabili su temi di carattere generale che interessano la salute e la vita dei bambini.

avv. Girolamo Andrea Coffari

BIMBO CITTADELLA: DOMARE UN BAMBINO NON E' SEGNO D'AMORE

 

Domare un bambino non è segno d’amore

di Dacia Maraini

Un bambino viene spiato, seguito, accerchiato, abbrancato, strattonato, messo nella condizione di non potersi muovere, sotto gli occhi della gente allibita, in pieno giorno, di fronte a una scuola.

E non sono dei rapinatori ad agire ma niente di meno che dei giovani esponenti della polizia. E in mezzo a loro c'è pure il padre del piccolo che lo tira per i piedi, gli immobilizza le braccia, lo blocca come si farebbe con un epilettico in piena fase convulsiva. Naturalmente questo scompiglio, questa violenza pubblica, viene effettuato «per il suo bene».

Il padre, una volta riuscito, dopo lunghi minuti di una lotta corpo a corpo, a «domare il bambino» che scalcia, urla, supplica, dice soddisfatto alla stampa: «Giustizia è fatta... Abbiamo salvato il bambino».Tutti conoscono la storia: il bambino era stato affidato dal tribunale alla madre, ma con la condizione che lo consegnasse al padre ogni fine settimana. E questo è successo per qualche tempo. Poi però il bambino ha cominciato a mostrare poca voglia di andare dal padre e la madre, per proteggerlo, l'ha trattenuto con sé anche quando avrebbe dovuto mandarlo dal genitore.

Ammesso che la madre abbia sbagliato, il sistema per rimediare allo sbaglio sarebbe quello di rapire il bambino come se fosse un criminale e di cacciarlo a forza in un istituto per poi affidarlo al padre senza che la madre possa vederlo?

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