Zazzeri

PEDOFILIA. RIGNANO, 'SPEGNERE RIFLETTORI, SI RISCHIA COGNE DUE'
ZAZZERI (UNCM): DANNI SOLO PER BAMBINI; ANALOGIE CON CASO TOSCANA

(DIRE) Roma, 5 mag. - "Spegnere subito le telecamere sul caso di
Rignano Flaminio o a subire i danni di tanto clamore saranno solo
i bambini". E' l'accorato appello che Elena Zazzeri, avvocato
specializzato in questioni di minori e vice presidente
dell'Unione nazionale camere minorili (Uncm), rivolge ai mass
media e a quanti, a diversi livelli, sono coinvolti nella
vicenda. Un invito appassionato che nasce da un'esperienza
analoga (i cui ultimi strascichi sono ancora in corso) che
l'avvocatessa toscana ha vissuto di recente in prima persona
durante un difficile processo. A lei, infatti, e' toccato
sostenere la causa di una ventina di coppie di genitori di un
piccolo centro toscano i cui figli sono stati molestati durante
le ore scolastiche. Un caso avvenuto tra il 1997 e il 1998, con
il primo processo partito nel 1999 e la condanna, in tutti e tre
i gradi, di un bidello, avvenuta cinque anni e mezzo dopo. Una
vicenda in cui Zazzeri vede diverse analogie con quanto successo
nel comune in provincia di Roma: dal linguaggio dei bambini ("ma
fra i 3 e 5 anni i piccoli non hanno certo un rapporto tale con
la sessualita' che lo possa giustificare) alle accuse di aver
montato tutto rivolte ai genitori, fino "alla difesa dei presunti
'orchi' da parte della comunita'" locale.
Attualmente e' in corso la causa civile per il risarcimento
dei danni. "Per questo- spiega l'avvocatessa- non posso fornire
ulteriori dettagli, ma ci tengo a dire che appena ho letto del
caso di Rignano sono saltata sulla sedia: in primo luogo- spiega-
ho pensato al dolore dei genitori. Poi ho subito temuto, visto
che le sentenze sono ormai pubbliche, che anche il caso dei
bambini che ho seguito e che, con un atto di corresponsabilita'
di avvocati, genitori e magistrati, siamo riusciti a tenere
lontano dalle telecamere, saltasse fuori, danneggiando i bambini
coinvolti". (SEGUE)

(Ami/ Dire)

PEDOFILIA. RIGNANO, 'SPEGNERE RIFLETTORI, SI RISCHIA COGNE... -2-

(DIRE) Roma, 5 mag. - "I processi in piazza- continua l'avvocato
Elena Zazzeri- non aiutano nessuno. Ci vuole un atto di
responsabilita' collettivo o si rischia un'altra Cogne. I
magistrati e gli avvocati devono poter lavorare serenamente. In
un clima in cui tutti dicono la loro e danno giudizi- prosegue la
vicepresidente dell'Unione nazionale camere minorili- si rischia
di perdere di vista la sofferenza dei bambini che potrebbero
rimanere traumatizzati da tanto clamore. In una piccola comunita'
come quella di Rignano, poi, questo caso rischia di diventare una
ferita aperta e i protagonisti, bimbi compresi, rischiano di
essere sempre sotto i riflettori con i problemi, anche a livello
psicologico e di crescita, che ne conseguono".
Zazzeri non ha letto le carte del caso scoppiato di recente
nella scuola di Rignano Flaminio, "percio' non posso esprimere
giudizi, ma certo- ammette- colpiscono le somiglianze con le
vicende che ho seguito in Toscana". "I racconti dei bambini-
spiega l'avvocatessa- sono del tutto simili: a quell'eta', tra i
3 e i 5 anni, un bimbo non ha un certo tipo di rapporto con la
sessualita' e non ha quel linguaggio, neanche se e' molto
precoce". Corrispondono, poi, "le accuse di montatura nei
confronti dei genitori e anche la difesa dei presunti 'orchi' da
parte della comunita'. Pure nel caso che ho seguito- continua- ho
incontrato diverse difficolta' ambientali che hanno reso
difficile la partenza delle indagini".
"Non so come finira' la vicenda di Rignano Flaminio, non
spetta a me dirlo, certo i tempi saranno lunghi. Anche per questo
prima si spengono le telecamere meglio e'", ribadisce, chiudendo,
l'avvocato Zazzeri.

(Ami/ Dire)