Intervista Prof.Francesco Bruno

Come si espande la suggestione collettiva dei genitori in casi di presunta pedofilia.

Intervista a Francesco Bruno, criminologo, sui fatti di Rignano , trasmessa a Terra! su Canale 5 ol 12 maggio 2007  alle ore 23 e 30 (trascrizione a cura di ea  stralci tratti dal blog la_fabbrica_dei mostri, 18 maggio 2007)

 I primi che indagano spesso sono i genitori e trascurano, proprio perché si sentono genitori, di farsi semmai assistere da uno psicologo, quindi... lo psicologo dovrebbe fornire queste persone di mezzi per poter fare in modo che il bambino dica spontaneamente, non: sia interrogato, dica spontaneamente quello che gli è successo in modo quindi da fare in modo che ci sia credibilità in quello che lui dice e soprattutto allo scopo di proteggerlo da cose che il bambino capisce essere molto delicate, conflittuali. Nella realtà gli psicologi sono spesso poco preparati, non hanno la preparazione necessaria, né teorica e né pratica, per poter fare delle consulenze di questo tipo. In più hanno un rapporto di dipendenza assoluta nei confronti delle autorità che danno loro le perizie e così si verifica esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere. Normalmente il consulente deve dare al giudice o alla autorità che indaga la sua consulenza e invece avviene il contrario.

    Per me un bambino fino a tre quattr anni non ha quasi nessuna credibilità se non in certe particolari circostanze che comunque rendono accettabile questa indicazione che però non può essere una testimonianza sotto il profilo giuridico. Comunque questa indicazione può essere valida in un caso su cento, quando proprio si verificano certe situazioni .... Non in novantanove casi su cento come adesso. Quindi dire che un bambino di cinque anni di sei anni abbia disegnato un fallo non significa assolutamente nulla perché il bambino, la bambina magari ha un fratellino che conosce bene, perché magari ha visto gli organi dei genitori come tutti quanti noi abbiamo fatto in quella età e dovremmo ricordarcelo... E allora che cosa succede: che quella testimonianza del bambino in quell'età va purgata, va fatta passare attraverso un filtro molto severo, perché qui si parla della libertà di altre persone, si parla del destino di altre persone, altro che la libertà, perché uno una volta che uno è additato come pedofilo è stroncato, è stroncato pure nel carcere stesso...

    La suggestione collettiva può nascere quando c'è appunto una mamma, per esempio, parlando di vicende che sono a tutti note, una mamma che sospetta che ci sia qualcosa a scuola che non vada. Ora, normalmente, queste signore, sono signore che hanno loro stesse dei problemi, psicologici, particolarmente riguardanti la loro identità sessuale, il loro rapporto [con la sessualità] ecc. che proiettano facilmente sul bambino, per cui un bambino che non vuole andare a scuola solo perché è maggio o non ne può più o perché vorrebbe andare con gli amici a passeggiare e a giocare e che fa quello che i bambini di tutto il mondo hanno sempre fatto, dicendo non mi sento bene, non ci voglio andare, piange ecc. allora diventa, nella mente della madre sorge il sospetto che ci possa essere il pedofilo, questo mostro spaventoso. E allora se sorge questo sospetto la mamma non dorme più la notte, perché questa è la cosa che la fa dormire di meno. Queste madri cominciano a interrogare..., si convincono di una forte probabilità del loro pensiero e interrogano a fondo il bambino e il bambino cede, dopo quindici giorni, dopo tre giorni, dopo un mese, prima o poi cede, inevitabilmente, e dice alla madre quello che la madre vorrebbe sentirsi dire . Naturalmente la prima cosa che fa lo racconta all'altra madre che era solidale con lui e l'altra interroga il suo bambino e anche l'altro lo dirà e allora chiederanno ai bambini quali altri loro amici hanno avuto queste stesse esperienze e questo piano piano allarga, e qua più si allarga più si rinforza, perché una cosa che riguarda un bambino solo, che poi invece sarebbe la cosa più probabile, lei metta che ci sia veramente un pedofilo nella scuola non è che passa da un bambino all'altro perché così lo arrestano dopo una settimana, tutt'al più insidia uno due bambini di cui ottiene la complicità e con cui va avanti, non si allarga a quaranta bambini, non diventa una cosa di questo tipo. E invece la psicosi sì, si allarga sempre di più e allora si va dai Carabinieri, si sporgono le denunce. Se i Carabinieri prendono queste denunce e comincia a passare una macchina dei Carabinieri davanti alla scuola è evidente che i Carabinieri hanno creduto, quindi stanno facendo le loro indagini e se i Carabinieri indagano questa è una prova ulteriore e allora le prove diventano sempre più forti fino addirittura a individuare il soggetto, se il soggetto è individuato viene perquisito. Beh se c'è stato un blitz alle sette della mattina evidentemente c'è materia...

 [@correzioni e integrazioni al 19 maggio 2007]